
Cengio – Una sala piena, una presenza significativa del Coordinamento No Inceneritore e una posizione del sindaco dichiarata senza ambiguità: il Comune di Cengio è contrario all’ipotesi di collocare il nuovo inceneritore nell’area dell’ex Acna.
Nell’incontro in Comune sono state indicate tre ragioni precise. La prima riguarda l’insostenibile aumento del traffico veicolare: un impianto di quelle dimensioni significherebbe camion, conferimenti e movimentazione continua di rifiuti su strade che già oggi non possono certo essere considerate adatte a sopportare un nuovo carico pesante.
La seconda ragione è ancora più delicata: sul sito Acna restano criticità ambientali e una storia che nessuno può far finta di aver dimenticato. Dopo decenni di inquinamento, bonifiche, timori e battaglie delle comunità della Valle Bormida, pensare di assegnare proprio a quell’area un nuovo impianto potenzialmente impattante appare, per molti cittadini, come un’inaccettabile provocazione.
Infine c’è un dato politico e democratico che non può essere aggirato: la maggioranza dei cittadini è contraria. La sala piena non era una scenografia, ma il segnale concreto di un territorio che vuole essere ascoltato e che non intende subire decisioni calate dall’alto.
Il Coordinamento No Inceneritore ha espresso soddisfazione per la conferma della posizione comunale e ha offerto ufficialmente al sindaco un sostegno tecnico. Se Cengio dovesse rientrare tra i siti prescelti dalla Regione, il gruppo è pronto a collaborare alla predisposizione di osservazioni efficaci per contrastare il progetto nelle sedi amministrative e autorizzative.
È un passaggio importante: non basta dichiararsi contrari, bisogna prepararsi con documenti, competenze, dati e partecipazione. E una comunità che riempie una sala comunale per difendere il proprio futuro è certamente più credibile di tante dichiarazioni generiche pronunciate a distanza dai territori.
Il Coordinamento ha infine invitato tutti a partecipare al prossimo Consiglio comunale di Cairo Montenotte. Perché la partita dell’inceneritore non riguarda soltanto il Comune che ospiterà eventualmente l’impianto: riguarda l’intera Val Bormida, già segnata da troppe servitù ambientali e da promesse di risanamento rimaste troppo spesso sulla carta.
