Celle Ligure, il mare oltre le cabine

Da marzo a ottobre passeggiata ‘a cabine’ anziché ‘a mare’. E i cosiddetti ‘coni ottici? Sono fuori stagione. Quelli così tanto sostenuti, e voluti, dall’amministrazione socialcomunista dell’epoca della costruzione della passeggiata lungo la spiaggia del centro storico? La garanzia di visibilità del mare da parte dei cittadini dalle piazze e dalle vie del paese. Di qui l’attuale altezza della passeggiata, sorda l’Amministrazione alla nostra proposta (‘a Civetta’ N 2, prima serie, nov. 1991) di alzare quel tanto il livello della passeggiata, svuotare totalmente l’agglomerato ferroviario, anche un po’ al di sotto della linea superficiale della spiaggia per costituire solido pavimento sul quale fissare colonne di sostegno della soletta superiore, e ottenere così lo spazio per allocare le cabine, gli opportuni servizi ecc. Meno ingombro e più̀ spiaggia, più̀ pulizia e parti a strutture fisse per utilizzo per tutto l’arco dell’anno, anche in inverno in giornate di sole, offrendo una cultura del mare con estensione illimitata. E il pericolo del mare quando diventa mareggiata, come ne abbiamo visto di recente?

Come entra, l’onda, poi si ritira. Maggior altezza, maggior protezione. E forse ingegneri e architetti avrebbero potuto prevedere, sul davanti, un frangiflutti, non alto, e concavo nella parte esterna per inversione della prima acqua dell’onda. Scarsa la lungimiranza di quegli Amministratori improvvisati. Ne avevamo scritto e non come illuminati precursori, ma citando la promenade di Nizza che avevamo appena visto, da prenderne esempio.

Ora ne scriviamo avendone sentito e letto da più parti, di singoli cittadini e di turisti, e addirittura che il Comune Varazze ha in progetto il rifacimento della passeggiata proprio con le cabine sottostanti. A Celle, ben più̀ esposta di Varazze che ha l’Aurelia appena dopo, mai!

Dal nuovo numero de A’ Civetta

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