Per ogni nuovo sindaco esiste un periodo di “luna di miele”, durante il quale i cittadini sono più disponibili ad attendere i risultati e a concedere fiducia. Ma a Celle Ligure quella fase, almeno secondo un numero crescente di residenti e commercianti, sembra ormai essere terminata.
A poco più di due anni dall’elezione del sindaco Marco Beltrame, il clima nel paese appare cambiato. Le critiche, che inizialmente si limitavano ai social network, stanno diventando sempre più esplicite. C’è chi racconta di accese contestazioni avvenute direttamente per strada e chi riferisce di discussioni e critiche nelle chat dei commercianti, dove il sindaco e la sua giunta sarebbero spesso al centro delle polemiche.
Il malcontento nasce dalla sensazione che Celle stia progressivamente perdendo quella qualità urbana e turistica che per decenni l’ha resa uno dei borghi più apprezzati della Riviera.
Tra gli esempi più citati c’è la situazione dei giardini delle scuole elementari. A lavori ancora in corso, bambini e famiglie si ritrovano con un’area che, in piena estate, offre pochissima ombra. Una condizione che, con le temperature sempre più elevate, viene considerata da molti poco attenta alla vivibilità degli spazi pubblici.
Anche il turismo sembra attraversare una fase meno brillante. Alcuni operatori parlano di una presenza inferiore rispetto agli anni migliori, con stabilimenti balneari che in diversi periodi mostrano numerosi lettini e ombrelloni liberi. Stabilire se si tratti di una flessione strutturale o di un fenomeno temporaneo richiederà dati ufficiali, ma il malessere degli operatori economici è ormai evidente.
C’è poi un tema che divide profondamente la comunità: il futuro urbanistico del paese.
Molti cittadini vedono una trasformazione ormai costante del patrimonio ricettivo. Alberghi che diventano appartamenti, colonie storiche che cambiano destinazione, fino alle indiscrezioni che riguardano anche il complesso del Cottolengo. Operazioni formalmente legittime, ma che alimentano una domanda sempre più insistente: quale sarà il futuro turistico di Celle se continuano a diminuire le strutture dedicate all’ospitalità?
La preoccupazione è che il paese finisca lentamente per perdere la propria vocazione, sostituendo posti letto turistici con residenze private e riducendo quell’economia che per decenni ha fatto vivere commercianti, ristoratori e attività balneari.
È il tema della cosiddetta “cementificazione silenziosa”: non necessariamente nuovi palazzi ovunque, ma una trasformazione continua del tessuto urbano che cambia l’identità del territorio.
Naturalmente l’amministrazione potrebbe rivendicare investimenti, progetti e interventi in corso. Ma in politica conta soprattutto la percezione dei cittadini. E oggi quella percezione sembra essere cambiata.
La domanda che molti si pongono è semplice: Celle sta davvero migliorando oppure sta lentamente consumando il proprio patrimonio turistico e ambientale?
Se il disagio continuerà a crescere, il sindaco Beltrame e la sua giunta difficilmente potranno liquidarlo come semplice rumore di fondo. Quando le critiche arrivano contemporaneamente dai residenti, dai commercianti e da una parte del mondo turistico, forse è il momento di fermarsi ad ascoltare.
Perché amministrare un paese non significa soltanto approvare progetti e inaugurare cantieri. Significa soprattutto cogliere per tempo i segnali di malessere della comunità. E molti cittadini hanno ormai l’impressione che il rischio sia proprio questo: che mentre Celle cambia volto, chi governa il Comune non si renda conto di quanto stia cambiando anche l’umore del paese.






