Celle Ligure perde un altro pezzo della sua identità. L’Hotel Adriana, storico albergo fondato nel 1945, chiude definitivamente i battenti. Ottant’anni di storia, di famiglie in vacanza, di estati affollate e tramonti sulla Riviera si spengono nel silenzio generale. Nessuna cerimonia, nessuna parola ufficiale, solo le serrande abbassate. E l’ennesimo segnale che questo paese non è più quello che era.
Una domanda sorge spontanea, brutale quanto inevitabile: può dirsi ancora turistico un paese che non ha più alberghi?
La risposta è sotto gli occhi di tutti: no.
Celle non è più una località turistica. È un paese smarrito, soffocato dal cemento, svuotato di idee, abbandonato a se stesso da amministrazioni che negli ultimi trent’anni hanno preferito l’edilizia selvaggia alla tutela del paesaggio, le seconde case al turismo vero, le chiacchiere alle strategie. Una gestione miope e opportunista ha trasformato un gioiello della Riviera in un dormitorio stagionale, dove il turista non è più ospite ma comparsa.
Oggi Celle paga il conto di decenni di scelte sbagliate. Mentre altrove si investiva sulla qualità dell’accoglienza, sulla valorizzazione del territorio, sull’identità culturale e gastronomica, qui si preferiva costruire. Costruire sempre, costruire ovunque. Interi quartieri residenziali, appartamenti al posto degli alberghi, fine della socialità.
Chi ha amministrato Celle – centrosinistra, centrodestra, civici di ogni colore – ha contribuito, chi più chi meno, al declino. Non ci sono più eventi di richiamo, non ci sono progetti innovativi, non c’è nemmeno un’idea chiara di futuro. Celle è in crisi turistica perché è in crisi di visione.
Chiudere l’Hotel Adriana è più di una notizia di cronaca: è una condanna senza appello per un paese che un tempo accoglieva visitatori da tutta Europa e oggi fatica a trattenere i suoi stessi cittadini.
Ora resteranno gli annunci vuoti e le solite promesse, magari qualche convegno sul “rilancio turistico”, con le solite facce e le solite frasi fatte. Ma la realtà è che il rilancio non arriva. Perché serve coraggio, serve competenza, serve una rottura netta con il passato. Tutte cose che, al momento, a Celle sembrano merce rara.
Nel frattempo, un altro pezzo di storia se ne va. E il futuro resta vuoto, come le stanze dell’Adriana.






