La Fondazione Nostra Signora di Misericordia tra difficoltà economiche, problemi organizzativi e interrogativi sulla gestione. Il sindaco conferma il Consiglio di amministrazione, mentre una nuova candidatura resta esclusa. Ma quali criteri hanno guidato la scelta?
Una struttura che, secondo le problematiche emerse pubblicamente e richiamate anche nelle interrogazioni della minoranza, starebbe attraversando una fase tutt’altro che tranquilla: difficoltà economiche, questioni riguardanti il personale, problemi organizzativi e interrogativi sulle condizioni di climatizzazione.
Ci si sarebbe aspettati, davanti a una situazione simile, una riflessione approfondita sulla gestione e sull’opportunità di introdurre nuove competenze nel Consiglio di amministrazione.
Invece il sindaco ha scelto la continuità, confermando il CdA uscente e lasciando fuori, secondo quanto ci risulta, una nuova persona che aveva presentato la propria candidatura.
Una decisione politicamente legittima, purché assunta nel rispetto delle procedure previste, ma che merita di essere spiegata ai cittadini.
Chi è Marco Mordeglia?
Il presidente della Fondazione è Marco Mordeglia, una figura conosciuta soprattutto per il suo lungo impegno nella Protezione Civile.
Geometra di professione, è stato sindaco del Comune piemontese di Caprauna dal 2011 al 2015 e ha ricoperto diversi incarichi nel volontariato e nel coordinamento della Protezione Civile, anche a livello regionale e provinciale.
Nel 2021 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Un curriculum che testimonia un’importante esperienza amministrativa e organizzativa, oltre a un indubbio impegno nel volontariato.
Ma c’è un particolare che merita attenzione.
Nelle informazioni biografiche pubblicamente reperibili non emergono precedenti esperienze specifiche nella gestione di residenze per anziani, strutture sociosanitarie o aziende operanti nel settore assistenziale.
Naturalmente questo non significa che Mordeglia non possieda le competenze necessarie, né che un presidente di una Fondazione debba necessariamente essere un medico o un dirigente sanitario.
Significa, però, che sarebbe interessante conoscere quali esperienze e capacità professionali siano state considerate determinanti per affidargli e successivamente confermargli un incarico così delicato.
Perché gestire una struttura che ospita persone anziane e fragili non significa soltanto coordinare un’organizzazione.
Significa assumere responsabilità economiche, amministrative e sociali, garantendo la sostenibilità della gestione e la qualità dell’assistenza.
Cinque anni di presidenza.
Mordeglia è alla guida della Fondazione dal marzo 2021.
Cinque anni sono un periodo sufficientemente lungo per consentire una valutazione dei risultati.
Non sappiamo se le difficoltà oggi segnalate siano nate durante la sua presidenza, se derivino da situazioni precedenti o se siano conseguenza di fattori esterni, come l’aumento dei costi di gestione.
Proprio per questo sarebbe indispensabile conoscere i bilanci e confrontare l’evoluzione della situazione economica negli ultimi anni.
E soprattutto rimane una domanda: se il Comune interviene nella designazione degli amministratori, quali elementi conoscitivi utilizza per valutare il loro operato?
La riconferma e la candidatura esclusa
Il punto politicamente più delicato riguarda proprio la riconferma del Consiglio di amministrazione.
Secondo le informazioni raccolte, alla scadenza degli incarichi sarebbe stata presentata anche una nuova candidatura, che non è stata accolta.
Non conosciamo le motivazioni formali dell’esclusione né il curriculum della persona interessata. Sarebbe quindi scorretto sostenere che fosse più qualificata degli amministratori riconfermati.
Ma proprio questa mancanza di informazioni rende necessaria una spiegazione.
Perché, in presenza di difficoltà gestionali già emerse o comunque meritevoli di approfondimento, il sindaco ha preferito confermare gli amministratori uscenti anziché valutare un rinnovamento?
Quali criteri sono stati utilizzati?
Sono stati confrontati i curricula dei candidati?
È stata effettuata una valutazione dei risultati economici e organizzativi della precedente gestione?
La continuità amministrativa può essere una scelta ragionevole. Ma dovrebbe essere il risultato di una valutazione, non trasformarsi in un principio intoccabile.
Il sindaco non può limitarsi a dire che la Fondazione è privata
Qui si arriva al nodo della questione.
La Fondazione ha natura privata, ma svolge un servizio di evidente interesse pubblico per Celle Ligure.
Accoglie persone fragili, opera nel sistema sociosanitario e rappresenta una realtà importante per il territorio.
Il Comune, attraverso le competenze di nomina previste dallo statuto, partecipa alla scelta di chi deve amministrarla.
Questo non significa che il sindaco sia automaticamente responsabile di ogni decisione del Consiglio di amministrazione.
Significa però che deve assumersi la responsabilità politica delle proprie scelte di nomina e riconferma.
Non si può rivendicare il potere di scegliere gli amministratori e poi considerare completamente estranea all’amministrazione comunale ogni domanda sulla qualità della gestione.
Il rispetto dell’autonomia della Fondazione non dovrebbe diventare un ostacolo alla trasparenza.
La domanda che resta senza risposta
Non è in discussione il valore dell’impegno di Marco Mordeglia nella Protezione Civile, né si intende attribuirgli responsabilità personali per problemi le cui cause devono ancora essere chiarite.
La questione è un’altra.
Dopo cinque anni di presidenza, quali risultati concreti hanno giustificato la sua riconferma alla guida della Fondazione Nostra Signora di Misericordia?
E soprattutto, perché non è stata colta l’occasione per valutare l’ingresso di nuove professionalità, eventualmente dotate di esperienza specifica nella gestione sociosanitaria?
Non chiediamo al sindaco di sostituirsi agli organi della Fondazione. Chiediamo semplicemente di spiegare ai cittadini le ragioni della propria scelta.
Perché, quando una casa di riposo attraversa una fase difficile, la priorità dovrebbe essere una sola: garantire agli ospiti, alle famiglie e ai lavoratori una gestione efficiente, sostenibile e trasparente.
A Celle Ligure, per ora, una certezza c’è: il Consiglio di amministrazione è stato confermato. Resta da capire se altrettanto soddisfacenti siano stati i risultati che ne hanno motivato la riconferma.
E questa, più che una questione privata, è una questione di interesse pubblico.
