Cari albergatori, il problema non sono i turisti poveri ma le città indecenti

Carlo Scrivano Presidente degli albergatori

Dopo aver letto la recente analisi del Presidente dell’Unione provinciale albergatori di Savona (Upasv)  sullo stato del turismo in riviera “aumentare la qualità anche a costo di aumentare un po’ i prezzi”, Investimenti su salute e sicurezza”…leggi…. si resta perplessi nell’apprendere che il maltempo possa “sballare le statistiche” delle presenze turistiche rispetto al 2024 e sul fatto che ormai la gente spezzetta la vacanza e si concentra nei week end.

Inoltre,  si resta ancora più allibiti nel leggere sembra soprattutto mancare il turista con una certa possibilità di spesa. Meglio un ospite che può spendere 1500 euro piuttosto che turisti con poca capacità di spesa, ovviamente senza offesa per nessuno”. 

Quindi, se questa è l’analisi periodica del turismo in riviera, ci si chiede:  ma gli albergatori (e gli amministratori dei comuni) si accorgono dello stato in cui versano molti comuni rivieraschi e del decadimento avvenuto negli ultimi decenni o fanno finta di non vedere ?

E’ ben evidente che i problemi strutturali ed ambientali delle località rivierasche sono altri. Di conseguenza il “livello” delle presenze turistiche (ed i numeri) riflettono la reale situazione attuale a causa dei problemi che di seguito si riportano.

Problema pulizia delle città e gestione dei rifiuti: 

E’ sotto l’occhio di tutti lo stato di sporcizia di strade e piazze pubbliche di molti comuni nei mesi estivi e durante le festività natalizie e pasquali. Si notano nel tardo pomeriggio e nelle ore serali cestini stracolmi di rifiuti con sporcizia che cade sui marciapiedi, cassonetti per la raccolta rifiuti che diventano discariche a cielo aperto.

Considerato che è noto a tutti che da molti decenni (dagli anni ’80 almeno) la popolazione presente nei mesi estivi decuplica rispetto ai residenti (presenze turistiche annue pari a circa 500 mila persone per Pietra Ligure / 850 mila per Finale Ligure), ma è possibile che gli amministratori pubblici non riescano a incrementare i servizi di pulizia delle strade e raccolta dei rifiuti ? Ne trarrebbero senz’altro un miglioramento immediato dell’immagine delle singole località.

Inoltre ormai è consuetudine, purtroppo, dovere camminare nei pubblici marciapiedi con lo sguardo fisso in basso, prestando la massima attenzione a non calpestare gli immancabili escrementi dei cani. Nulla contro gli animali (che ovviamente hanno le loro esigenze fisiologiche) ma massimo rigore verso i proprietari che andrebbero pesantemente sanzionati. Ma come mai in altre regioni questo problema non esiste ? sarà il maggiore senso civico delle persone ? o le locali polizie municipali hanno a suo tempo “educato” i possessori di cani ?  cosa che sicuramente non avviene in riviera ligure! Mai visto comminare sanzioni in tal senso.

Solo poche amministrazioni si sono occupate del problema, ad esempio il Comune di Celle Ligure ha adottato un’ordinanza che prevede l’obbligo di paletta ed acqua per pulire le deiezioni dei cani negli spazi pubblici.

Infine, mentre qualche anno fa alcuni comuni provvedevano al lavaggio delle strade dei centri storici con acqua al mattino presto, ora ciò non avviene più avendo affidato la pulizia delle strade con automezzi a ditte esterne che interessa le sole carreggiate. Il problema è che in molti marciapiedi si avvertono spesso odori nauseabondi anche a causa dell’urina dei cani. Non essendo possibile pulire i marciapiedi con automezzi, nei mesi estivi occorre sperare nella pioggia affinché si possano lavare gli spazi pubblici. 

Altro problema sono gli odori di fognatura che tutti (anche il ricercato ed atteso turista di “alto livello”) possono avvertire usciti dal casello di Finale Ligure percorrendo la statale Aurelia in corrispondenza al Comune di Borgio Verezzi. Nel rettilineo che precede il centro abitato si avverte un fortissimo odore di fogna che, evidentemente,  la locale amministrazione non riesce a risolvere da anni!  

Anche perché, detto comune è uno dei tanti che non è servito da impianto di depurazione. Pertanto i reflui di fognatura finiscono inevitabilmente in mare (povero turista di “livello” !)

Problema depurazione: 

E’ a dir poco scandalosa la situazione di molti comuni della provincia di Savona, che nel 2025 non sono ancora dotati di impianto di depurazione. Sebbene si tratti di località balneari che dagli anni ’60 ad oggi basano l’offerta turistica sul mare, nonostante l’Italia sia sotto procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, con sanzioni pecuniarie di milioni di euro, danni ambientali, danni di immagine, molti sono i comuni della provincia privi di alcun impianto di depurazione. 

Ci si chiede poi come possa essere assegnata la bandiera blu, ad esempio al Comune di Pietra Ligure privo di alcun impianto o collegamento a impianto di depurazione ma in cui l’amministrazione nega anche in sedi istituzionali (Consiglio Comunale), l’assenza di depurazione per buona parte del territorio.

Peccato che così facendo si perde di credibilità (anche se ai politici non importa nulla) e si va oltre i limiti della decenza. 

Problema Arredo urbano: 

Sempre restando a Pietra Ligure, ad esempio, ma qualcuno si è reso conto dello stato di degrado della fontana presente nel lungomare ? Abbandonata e non funzionante da anni.

Oppure il nuovo lungomare della prestigiosa Varigotti, in cui è stato demolito il precedente con le caratteristiche e numerosissime piante di oleandri, per realizzare nuovi manufatti e materiali che non rispettano  le aspettative o l’estetica tradizionale di Varigotti, nota per il suo borgo saraceno e le case colorate.

Sempre a Varigotti, stesso discorso per il “presunto” recupero della torre di Punta Crena (di fatto ora chiusa con muratura della porta di entrata) e realizzazione di vasche e rettilario che non hanno nulla a che vedere con un contesto storico di tale valore storico e paesaggistico.

Sempre a Finale, in pieno centro storico, non è raro avvertire odori di fognatura fuoriuscire dai pozzetti di raccolta delle acqua piovane.

Problemi insanabili: 

La speculazione edilizia che a partire da fine anni ’60 ha portato alla realizzazione di fabbricati detti “ecomostri” o a quartieri di edifici vicinissimi uno con l’altro (quartieri-condominio) in quasi tutte le località rivierasche, è un danno all’immagine delle città irrisolvibile.

Purtroppo però che, ancora oggi si assiste alla demolizione di piccoli edifici e non si comprende come possa essere autorizzata la costruzione di volumetrie abnormi, trasformando ex strutture turistiche in nuove abitazioni (per oltre il 95% seconde case). Ad esempio le cosìdette “torri gemelle” di Pietra Ligure tra via Torino e via Soccorso (da un edificio ricettivo di 3 piani fuori terra sono sorti due edifici per ben 13 piani complessivi – basti vedere google-maps) o come in atto in numerosi altri cantieri.

Di conseguenza, sempre a Pietra Ligure, in assenza di alberghi a 4 stelle (ad eccezione dell’enorme Grand hotel al confine con Borgio o dell’ex albergo Nazionale in passeggiata) non si comprende dove possa eventualmente ed ipoteticamente prenotare il “turista di livello” voluto ed atteso dal Presidente dell’Unione provinciale albergatori di Savona.

Con la trasformazione di molte strutture turistiche avvenuta dagli anni ’90 ad oggi, ne consegue che ormai in molte località si tratti prevalentemente di un turismo di seconde case, spesso affittate abusivamente in barba alla normativa regionale (dichiarando che si tratta di ospiti…), oppure di aree camper a tariffe stracciate (magari adiacenti il cimitero) strapiene di persone e cani.

Di conseguenza, nel tempo, sono aumentate sempre più attività commerciali o di somministrazione mirate ad un turismo di livello medio-basso.

 

In conclusione, il turista con alta capacità di spesa si aspetta, ovviamente, elevati livelli di qualità nelle strutture alberghiere, nella pulizia del territorio, nella possibilità di recarsi in stabilimenti balneari privati o pubblici senza essere posizionato a pochissimi centimetri da altre persone e con una qualità delle acque almeno decente, con ristoranti e negozi di un certo livello…

ma secondo voi, vista la situazione attuale e l’enorme offerta nazionale ed estera, a parte qualche rara eccezione, può dare la propria preferenza alle nostre località costiere ?

Forse le cause della situazione attuale andrebbero attribuite a coloro che hanno gestito per decenni  i territori.

 Problemi alla infrastrutture stradali e ferroviarie: 

Non ultimo dei problemi che impattano sull’offerta turistica e sulla scelta di una località rispetto ad altre è la grave criticità dovuta alle infrastrutture autostradali e ferroviarie che collegano la regione con il resto del paese.

I gravi problemi infrastrutturali che interessano la regione impattano, ovviamente, con l’offerta turistica e le scelte di una località rispetto ad altre.

Successivamente al crollo del ponte Morandi con le 43 povere vittime, Autostrade per l’Italia e i vari concessionari si sono visti “costretti” ad eseguire le manutenzioni a ponti viadotti e gallerie che non avevano fatto per decenni. 

Di conseguenza, dopo il gravissimo crollo del ponte di Genova (come spesso accade senza colpevoli) sono circa sette anni che viaggiare sulle autostrade liguri è veramente ogni giorno un incubo.  Visti i ritardi e le mancate manutenzioni alla rete autostradale da parte di chi le gestiva (la cosa importante era incassare i pedaggi), saranno ora necessari decenni per completare i lavori non fatti in precedenza.

A parte i numerosissimi cantieri che vengono aperti su ogni tratta, provenendo dal Piemonte e dalla Lombardia, ogni giorno ci sono code chilometriche sulla A26 nel tratto Ovada – Masone.

Anche l’autostrada A6 Torino-Savona è un cantiere unico fino a Savona, con tratti ad una sola corsia e conseguenti gravi pericoli per la sicurezza stradale.

Infine nella A10 viaggiare in entrambe le direzioni mette a dura prova i nervi di ogni automobilista, con tempi di percorrenza assurdi da e verso Genova.

Anche la viabilità ordinaria, ed in particolare la statale Aurelia è quindi sempre troppo trafficata e spesso interrotta a causa di frane od ancora manutenzioni e lavori vari.

Tutto ciò, evidentemente, porta molti vacanzieri a rinunciare anche a prenotare per un fine settimana, perché è insostenibile impiegare anche 5-6 ore d’auto per raggiungere le località della riviera di ponente (quando alcuni anni fa si impiegava meno della metà del tempo).

Infine, la rete ferroviaria è molto scadente, con il tratto Andora-Finale ancora ad un solo binario, ed è soggetta a quotidiani guasti o manutenzioni con ritardi insostenibili.

In questa situazione, spiace dirlo, ma gli albergatori si mettano il cuore in pace; gli anni d’oro sono passati, e difficilmente torneranno. L’unica nota positiva può andare all’entroterra che in buona parte è rimasto ancora “intatto” e lontano dalla speculazione edilizia che ha rovinato molte località rivierasche. 

Non a caso molti turisti, specie europei, preferiscono prenotare nelle località dell’entroterra perché interessati alle attività out-door (MTB, trekking ecc.), lontani dal caos e dal traffico.

Grazie per l’attenzione

Osservazioni di un semplice cittadino sullo stato del turismo in riviera e sui problemi dei nostri territorio

(lettera firmata)

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