Carcare – Replica del consigliere comunale Andrea Alloisio. Lettera “volgare” al sig. Alfio Minetti.


Non mi cimenterò nella ricerca di qualche traccia di famoso film, da modificare, per adattarlo, come titolo, alla mia manifestazione del diritto di replica alla sua lettera del mese scorso, con la quale esternava i suoi stati d’animo o i suoi punti di vista negativizzanti, nei confronti dell’amministrazione comunale di cui faccio parte, molto semplicemente perché non mi aspetto da lei alcun tipo di reazione di stupore intellettuale e tanto meno dei complimenti di stima culturale. Ho la chiara e semplice percezione che siamo “distanti” sotto tutti i punti di vista.
Tuttavia ci tengo a mettere un pò di evidenziatore su alcuni riferimenti citati nel suo amarcord.
Durante il periodo della “grande prosperità” italiana, gli amministratori pubblici di qualsiasi livello, non solo erano liberi dai vincoli delle attuali leggi di stabilità a controllo degli equilibri contabili dei Comuni, ma avevano l’illimitata possibilità di contrarre debiti per le generazioni successive, ovviamente attraverso il ricorso al credito bancario. A ciò si aggiungeva la spensierata possibilità di assunzione di personale caratterizzante l’intero settore pubblico, a cui attinsero, chi prima chi dopo, buona parte dei sodalizi amministrativi che ne fecero uno strumento per allargare il consenso.
Per non avere vuoti di memoria, sempre in questo periodo storico, andavano di moda i partiti politici finanziati con denaro di tutti i cittadini; furono istituzionalizzati i vitalizi perpetui per senatori e parlamentari e non da ultimo, la prestigiosa carica del senatore a vita, anche questa retribuita con denari dei cittadini.
Sono sempre riconducibili agli anni della sua “generazione politica”, l’assenza totale di normative ambientali a tutela della salute dei cittadini, è ben noto a tutti il saldo negativo che ancora oggi caratterizza il nostro territorio; sono sempre di quegli anni le prime indagini della magistratura italiana finalizzate a mettere in luce alcuni dei malcostumi amministrativi maggiormente diffusi.
Nel periodo della “grande prosperità”, tutto sommato, era abbastanza comodo ed opportuno rappresentare la cittadinanza.
Questo era il periodo d’oro nel quale agivano gli amministratori locali come lei, io in quel periodo nascevo e non per mia colpa, appena nato, mi trovavo già in debito con la collettività.
Oggi prevale il precariato professionale, una buona percentuale degli stipendi dei lavoratori, corrisponde alla metà della pensione di molti lavoratori della sua generazione, la maggior parte dei servizi pubblici non fondamentali e strettamente necessari per la collettività, numericamente lievitati negli anni precedenti, ora lasciano il passo alle politiche di taglio della spesa pubblica, decise per rimediare la situazione dopo gli eccessi degli anni precedenti.
Insomma il periodo storico in cui Lei esercitava il ruolo di amministratore pubblico è ovviamente diverso dal mio, il suo godeva di una congiuntura economica favorevole, il mio purtroppo no, ma ciò non mi toglie né gli stimoli a fare né mi rattrista.
Negli ultimi 12 anni ho vissuto la vita del mio paese sotto diversi punti di vista, sportivo, culturale e del volontariato, da due anni ho la possibilità di esserne un giovane amministratore, ho fatto questa scelta per portare i bisogni e le idee della mia generazione nel percorso della gestione dei beni collettivi che, a tutti appartengono.
In tutti questi anni non ho mai avuto il piacere di vederla con “le maniche rialzate”, sono consapevole che ogni età ha i suoi da fare, ma la sua lingua e la sua penna non hanno mai portato equilibrio e vantaggio al nostro paese.
Anzi i suoi elenchi critici, mi hanno dato l’occasione di ripassare diversi di questi momenti di quotidianità carcarese, e con tutto lo sforzo del caso, mi è solo venuto da pensare che lei abbia vissuto all’estero in questi 12 anni, molte cose sono cambiate a Carcare, ma certamente lei non vuole vederle: nuova viabilità, ben 4 nuove rotatorie stradali, nuove aziende si sono inserite nel tessuto urbano, nuove isole ecologiche sono nate secondo le nuove filosofie del riciclo del rifiuto, c’è stato il perfezionamento delle strutture pubbliche esistenti, nessuno dei servizi pubblici da lei citati è venuto meno, ma semplicemente si sono adattati alle realtà cambiate.
Un riferimento musicale però, il suo atteggiamento, me l’ha stimolato per la mente, musica e testo di una grande poesia di De André: “si sa che la gente dà buoni consigli  se non può più dare cattivo esempio”
Chiaramente non condivido la sua “sentenza”, si è espresso in qualità di “giudice della storia”, arbitro in terra del bene e del male, con un atteggiamento troppo severo “autocastrandosi” perché quella storia l’ha determinata anche lei, complice delle scelte del sistema.
Ricordo come nel 2009, per le elezioni comunali, gli egoismi politici della sua generazione e i suoi in particolare, hanno estinto le opportunità politiche di molti giovani aspiranti amministratori locali, favorendone altri e il paese è andato avanti lo stesso, perché i carcaresi vogliono andare avanti e voltarsi indietro solo per ricordare, per me fortunatamente, lei non è tra i beniamini della mia generazione.
ANDREA ALLOISIO

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