Carcare, caso Grenno: l’assessora era ineleggibile? Scontro frontale in consiglio

Valentina Grenno

A Carcare esplode la grana istituzionale attorno alla figura dell’assessora ai Lavori pubblici e Urbanistica Valentina Grenno, eletta nel maggio 2023 e finita al centro di un’accesa polemica sollevata dal gruppo di minoranza “Insieme per Carcare”. Il motivo? Una presunta ineleggibilità dovuta alla sua contemporanea partecipazione alla Commissione Locale per il Paesaggio del Comune di Millesimo, ente capofila di una convenzione consorziata a cui partecipa anche Carcare.

Secondo l’opposizione guidata dall’ex candidato sindaco Alessandro Ferraro, e affiancata dai consiglieri Franco Bologna (Forza Italia) e Christian De Vecchi (Fratelli d’Italia), la situazione è tutt’altro che marginale: la Grenno avrebbe ricoperto il ruolo tecnico nella commissione fino al 21 dicembre 2024, ben oltre la data della sua elezione e della nomina ad assessora. Per questo, chiedono le dimissioni immediate, ritenendo violato l’articolo 60 del Testo Unico degli Enti Locali, che prevede l’ineleggibilità per chi faccia parte di organi collegiali con poteri di influenza sull’attività amministrativa di un Comune.

L’assessora ha dichiarato di essersi già dimessa… ma non da assessora: solo dal ruolo nella commissione paesaggistica, e soltanto quando la questione è emersa pubblicamente. Il gruppo di minoranza considera tale “tempismo” alquanto sospetto, sottolineando come le dimissioni siano arrivate il giorno successivo a una seduta consiliare in cui il tema era stato formalmente sollevato. A peggiorare il clima, la denuncia di un ritardo di due mesi nella trasmissione dei documenti relativi alla candidatura, richiesti dalla minoranza già a gennaio.

Il sindaco Rodolfo Mirri (Pd), spalleggiato dalla segretaria comunale, difende l’operato dell’assessora e liquida l’accusa come “confusa e strumentale”. A suo dire, la Grenno si è sempre comportata correttamente, dimettendosi dalla commissione appena è stata paventata l’incompatibilità, e limitandosi a esprimere solo “tre pareri tecnici” su Carcare. Inoltre, ribadisce che un’indagine interna ha già escluso la necessità di ulteriori provvedimenti.

«Se davvero pensano ci siano gli estremi per l’ineleggibilità, portino una mozione di sfiducia in consiglio comunale», ha dichiarato Mirri, accusando la minoranza di voler destabilizzare il lavoro della giunta con attacchi politici fondati sul nulla.

Il nodo sta tutto nella definizione del ruolo della Commissione paesaggistica e nella portata della sua influenza amministrativa. Secondo l’opposizione, le commissioni non sono meri organi consultivi ma strutture tecniche che incidono in modo rilevante sui processi autorizzativi, comprese pratiche edilizie e condoni. Un coinvolgimento diretto, dunque, in potenziali decisioni che l’assessora avrebbe potuto poi gestire anche da membro della giunta, generando un evidente conflitto di interessi.

L’affaire Grenno è destinato a non esaurirsi in dichiarazioni contrapposte. La vicenda approderà in consiglio comunale, dove la minoranza si dice pronta a formalizzare le proprie istanze. Tra pareri legali, interpretazioni normative e schermaglie politiche, resta aperta la domanda principale: una figura tecnica che opera in una commissione consorziata può poi amministrare, senza ombre, lo stesso territorio? La risposta, ora, è tutta nelle mani del consiglio e, forse, della Prefettura.

In attesa, Carcare guarda con crescente disillusione a una politica che sembra incapace di separare trasparenza amministrativa e appartenenze.

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