Cairo, oggi è il giorno dell’inaugurazione del ponte e, forse, delle domande scomode a Rixi e a Ripamonti

Immagine unionemonregalese.it

Oggi a Cairo Montenotte si taglia il nastro del nuovo ponte dei Chinelli. Un’infrastruttura importante, attesa dopo la demolizione della precedente struttura e realizzata all’interno di un programma di messa in sicurezza delle opere danneggiate dagli eventi meteorologici, con un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro.
Un intervento utile, necessario e doveroso. Ma che rischia di trasformarsi nell’ennesima passerella istituzionale se, accanto ai ponti inaugurati, restano sospese le questioni più pesanti per il futuro della Val Bormida e del savonese.

Alla cerimonia partecipano il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi e l’assessore regionale Paolo Ripamonti, protagonisti anche dell’incontro con i sindaci del territorio per discutere di tre temi decisivi: funivie, inceneritore e infrastrutture locali. Ed è proprio qui che la politica dovrà dimostrare se sa andare oltre la retorica delle inaugurazioni.

Funivie: il simbolo di un immobilismo che dura da anni

Il dossier delle Funivie Savona–San Giuseppe di Cairo è ormai diventato il simbolo di una crisi industriale e logistica mai realmente affrontata.
Si susseguono tavoli, incontri, dichiarazioni rassicuranti e promesse di rilancio, ma la realtà resta quella di un’infrastruttura strategica ferma, con lavoratori in difficoltà e un territorio che perde un collegamento fondamentale tra porto e retroterra.

Il viceministro Rixi conosce bene la vicenda, che coinvolge direttamente il sistema portuale e la logistica ligure. Proprio per questo, dopo anni di annunci, diventa difficile accettare nuovi impegni senza un cronoprogramma chiaro e verificabile.
La sensazione diffusa in Val Bormida è che le funivie siano diventate un problema da gestire politicamente più che da risolvere industrialmente.

E intanto il tempo passa, le strutture si deteriorano e la fiducia dei lavoratori diminuisce.

Inceneritore: decisioni rinviate e responsabilità sfumate

L’altro tema inevitabile è quello dell’inceneritore, una questione che continua a muoversi tra studi tecnici, dichiarazioni politiche e proteste dei comitati.
La Provincia di Savona e la Val Bormida, già segnate da un pesante passato industriale e ambientale, temono di diventare ancora una volta il territorio “più disponibile” ad accogliere impianti scomodi.

La Regione, attraverso l’assessore Ripamonti, continua a parlare di pianificazione e valutazioni tecniche, ma la politica regionale non ha ancora espresso una linea chiara e definitiva.
Questo vuoto decisionale alimenta tensioni e sospetti, mentre i territori chiedono trasparenza e coerenza.

Il paradosso è evidente: da una parte si invita alla collaborazione istituzionale, dall’altra si evita di assumere una posizione netta su una scelta che segnerà il futuro ambientale ed economico della provincia.

Infrastrutture: tra emergenze e manutenzione ordinaria

Il ponte dei Chinelli rappresenta senza dubbio un intervento positivo. Ma è anche il segno di un sistema infrastrutturale fragile, spesso costretto a rincorrere emergenze più che a programmare il futuro.
La Val Bormida e il savonese continuano a scontare ritardi cronici su viabilità, collegamenti logistici e manutenzione del territorio.

In questo contesto, ogni inaugurazione rischia di sembrare più una parentesi celebrativa che un vero cambio di passo.

La politica delle inaugurazioni non basta più

Il pomeriggio di Cairo sarà accompagnato dai ringraziamenti istituzionali e dalle fotografie di rito. È normale che accada.
Ma il territorio si aspetta qualcosa di più di un taglio del nastro.

Si aspetta risposte sulle funivie, chiarezza sull’inceneritore e una visione concreta per le infrastrutture locali.

Perché i ponti si possono inaugurare in un giorno.
La credibilità politica, invece, si costruisce solo risolvendo i problemi che restano dall’altra parte del ponte.

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