Bozzano promosso, Vaccarezza fermo al palo: dietro le quinte della nuova giunta ligure

Alessandro Bozzano

La riorganizzazione della Regione Liguria non è soltanto un’operazione tecnica. Dietro l’allargamento dell’esecutivo da 7 a 9 assessori – reso possibile dall’adeguamento dello Statuto – si consuma una partita politica interna che lascia segni evidenti, soprattutto nel savonese. Il punto più controverso è la scelta del consigliere delegato alla Cultura, incarico che Marco Bucci ha affidato ad Alessandro Bozzano, lasciando invece Angelo Vaccarezza senza alcuna promozione. L’incarico  sarà assegnato prossima settimana insieme a due nuovi assessori (Morich e Piana)

Una scelta che pesa (e divide)

Ufficialmente, la motivazione è la solita: competenze, “neutralità finanziaria”, necessità di rafforzare l’azione amministrativa. Ma la sostanza è un’altra. Vaccarezza, figura storica del centrodestra ligure, puntava a un assessorato (gli è stato preferito Claudia Morich). Era dato da molti come candidato naturale a un ruolo di governo, anche per anzianità politica e peso elettorale. Invece, niente assessorato e nemmeno una delega: un brusco stop che sa di bocciatura politica.

Al contrario, Bozzano – ex sindaco di Varazze, oggi consigliere regionale – incassa una promozione vera, diventando consigliere delegato regionale alla Cultura, con visibilità, agenda e rapporto diretto con la giunta. Un segnale netto.

Vaccarezza–Bozzano: una rivalità che viene da lontano

Nel savonese la rivalità è nota. Vaccarezza rappresenta una linea più radicata, tradizionale, spesso muscolare nei rapporti interni alla coalizione. Bozzano, invece, è percepito come profilo più “istituzionale”, dialogante e spendibile anche fuori dal recinto strettamente partitico. Bucci sceglie Bozzano e, di fatto, ridimensiona Vaccarezza: una decisione che ridefinisce i rapporti di forza nel centrodestra ligure.

La mossa di Bucci

Per Marco Bucci la mossa è coerente con la sua linea: meno correnti, più controllo diretto. Il consigliere delegato è una figura fidata, senza il peso politico (e le pretese) di un assessore. Tradotto: più operatività, meno autonomia. In questo schema, Vaccarezza è un corpo ingombrante; Bozzano, una scelta più manovrabile.

Effetti collaterali nel savonese

La decisione non è neutra sul territorio.

  • Bozzano rafforza il suo profilo in vista delle prossime dinamiche amministrative e regionali.
  • Vaccarezza esce indebolito, con un capitale politico da rimettere in gioco ma senza sponde immediate.
  • Il centrodestra savonese non esce compatto: l’impressione è quella di un equilibrio imposto dall’alto più che condiviso.

Cultura come terreno di visibilità

La delega alla Cultura non è secondaria: eventi, finanziamenti, bandi, presenza pubblica. In una regione che vive anche di turismo e immagine, è una vetrina politica di primo livello. Affidarla a Bozzano significa scommettere su di lui come volto spendibile e affidabile, mentre Vaccarezza resta a guardare.

Altro che semplice rimpasto. La nuova giunta ligure certifica un vincitore e uno sconfittoBozzano saleVaccarezza scende. E nel centrodestra ligure, soprattutto nel savonese, la resa dei conti è solo rimandata, non archiviata.
Le prossime elezioni comunali (Bozzano è lo sponsor principale della candidatura di Monica Giuliano a Savona) diranno se questa scelta è stata lungimirante o se ha aperto una frattura destinata a pesare più del previsto.

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