A Bergeggi arrivano 100mila euro per l’Area Marina Protetta: una pioggia di fondi che – parola di comunicato stampa – servirà a sostenere la tutela dell’ecosistema, la divulgazione scientifica, l’educazione ambientale e pure lo sviluppo sostenibile. Insomma, tutto quello che fa bene all’anima (e alle brochure patinate).
Il finanziamento arriva grazie all’accordo tra la Fondazione Friends of Genoa e MSC Foundation, celebrato con l’unica proiezione italiana di Ocean, il documentario di David Attenborough. Un evento suggestivo che, tra onde e balene, ha permesso di raccogliere fondi e consensi. A supportare la causa anche banche, assicurazioni e grandi player del mercato: da Intesa Sanpaolo a Zurich, tutti a bordo della nave della sostenibilità. Almeno fino alla prossima trimestrale.
«Stiamo contribuendo a trasformare la consapevolezza in azione concreta», ha detto MSC Foundation. Ed è vero: qualcosa si muove. Ma a pochi chilometri di distanza da quest’oasi marina, incombe sempre il fantasma del deposito costiero di GNL, progetto tanto discusso quanto mai archiviato davvero. L’idea di un impianto per il gas liquefatto lungo una costa che si vorrebbe tutelare suona come organizzare una cena vegana… al barbecue.
Perché se da una parte si finanziano boe intelligenti, pannelli educativi e attività per le scuole, dall’altra aleggia sempre la concreta possibilità che il futuro della costa sia legato non alla biodiversità, ma ai serbatoi criogenici.
Certo, 100mila euro sono meglio di niente. Permetteranno magari di sistemare un sentiero, rinnovare i pannelli informativi o aggiornare i volantini per i turisti coscienziosi. Ma basteranno a fermare un progetto industriale miliardario, sostenuto da interessi ben più… “liquidi”?
Per ora a Bergeggi si festeggia, con un occhio sul mare e l’altro – per prudenza – sul bollettino delle autorizzazioni regionali. Perché in Liguria, si sa, si può passare in un attimo dalla tutela ambientale al piano regolatore. Il mare ascolta, prende nota… e attende.






