Benzene a Cairo Montenotte: picchi elevati e quattro ore senza dati. Una domanda ad ARPAL è inevitabile

I dati della centralina ARPAL di località Mazzucca, relativi alla giornata del 7 luglio 2026, sollevano alcune domande che meritano una risposta chiara.

Secondo quanto riportato dalla stessa ARPAL, il benzene è regolato dalla Direttiva europea 2008/50/CE, che fissa un valore limite di 5 microgrammi per metro cubo (μg/m³) come concentrazione media annuale. In altre parole, la normativa non stabilisce un limite orario o giornaliero, ma valuta l’esposizione sulla media dell’intero anno.

Ciò non toglie che osservare l’andamento delle concentrazioni durante la giornata sia importante per comprendere come varia l’inquinamento atmosferico.

Ed è proprio ciò che emerge dal grafico della centralina di Mazzucca.

Nelle prime ore della giornata i valori risultano molto bassi, prossimi allo zero. Intorno a mezzogiorno la concentrazione di benzene inizia però a salire rapidamente fino a raggiungere, nel pomeriggio, valori compresi tra 9,5 e oltre 10,5 μg/m³, circa il doppio del valore utilizzato come riferimento dalla normativa per la media annuale.

Successivamente la concentrazione torna a diminuire.

Il particolare che colpisce

L’aspetto più curioso, però, non è tanto il picco registrato quanto ciò che accade immediatamente prima.

Dal grafico si nota infatti un’interruzione delle misurazioni: per circa quattro ore non risultano disponibili dati.

Ed è qui che nasce una domanda del tutto legittima.

Non è possibile sapere quale sia stata la concentrazione di benzene durante quel periodo, proprio perché le misurazioni risultano mancanti. Non sarebbe corretto affermare che i valori abbiano continuato a salire o abbiano superato quelli registrati successivamente.

Resta però un dato oggettivo: il benzene era in rapida crescita prima dell’interruzione e, alla ripresa delle rilevazioni, risultava ancora su valori particolarmente elevati.

Per questo sarebbe utile conoscere le ragioni dell’assenza delle misurazioni proprio in quelle ore.

Un problema che viene da lontano

L’episodio del 7 luglio non rappresenta l’unico caso di dati mancanti.

Le centraline ARPAL di Bragno e località Mazzucca sono attive dal 2018, mentre quella di Villa Sanguinetti è operativa dal 2022.

Analizzando i dati storici emergono numerose misurazioni assenti:

  • 281 rilevazioni mancanti in otto anni nella centralina di Mazzucca (circa il 9,6% del totale);
  • 260 rilevazioni mancanti in otto anni nella centralina di Bragno (circa l’8,9%);
  • 65 rilevazioni mancanti nella centralina di Villa Sanguinetti nei quattro anni di attività.

Naturalmente le assenze possono dipendere da guasti tecnici, manutenzioni o problemi di trasmissione dei dati.

Il punto, tuttavia, non è soltanto il numero delle misurazioni mancanti, ma il momento in cui vengono a mancare.

Una questione di attendibilità

Dal punto di vista statistico, una media annuale è tanto più rappresentativa quanto più completa è la serie dei dati disponibili.

Se le interruzioni delle misurazioni sono distribuite casualmente nel tempo, il loro effetto sulla media è generalmente limitato.

Se invece dovessero verificarsi, anche solo occasionalmente, durante le fasi di maggiore concentrazione degli inquinanti, la media annuale potrebbe non descrivere in modo completo l’effettiva esposizione della popolazione.

Questo non significa affermare che sia accaduto proprio il 7 luglio. I dati disponibili non consentono una simile conclusione.

Significa però che la presenza di interruzioni durante un episodio di rapido aumento del benzene rende ancora più importante conoscere le cause del mancato rilevamento.

Le risposte che i cittadini attendono

Per questo sarebbe auspicabile che ARPAL chiarisse alcuni aspetti:

  • perché la centralina non ha registrato dati per circa quattro ore;
  • se si sia trattato di un guasto della strumentazione, di un problema nella trasmissione dei dati o di altre cause tecniche;
  • se le misurazioni mancanti possano essere recuperate o validate;
  • quale impatto abbiano queste interruzioni sulla costruzione delle medie annuali previste dalla normativa.

Quando si parla di qualità dell’aria e salute pubblica, la trasparenza è fondamentale. I cittadini hanno il diritto di conoscere non solo i valori registrati, ma anche le eventuali criticità del sistema di monitoraggio.

Perché la fiducia nei dati ambientali si costruisce con misurazioni complete, spiegazioni tempestive e informazioni accessibili a tutti.

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