Benvenuti a Savonopoli: la città dove la campagna elettorale è già iniziata (ma guai a dirlo)

Benvenuti a Savonopoli, l’unica città italiana dove manca ancora circa un anno alle elezioni, ma l’aria è già quella dell’ultima settimana di campagna elettorale.
La differenza è che, invece dei manifesti, ci sono i cantieri.
E invece dei volantini, ci sono i video.

L’assessore con il menù elettorale
Gli assessori, ormai, sembrano aver trasformato ristoranti, bar e dehors nei nuovi comitati elettorali.
Tra un antipasto e un piatto di trofie si spiegano programmi, si distribuiscono sorrisi, si stringono mani e si illustrano grandi progetti. Il caffè è corretto… con una dose abbondante di propaganda.
Manca solo il cameriere che, invece del conto, porti direttamente la scheda elettorale.

Il sindaco influencer
Il sindaco, invece, ha scoperto il meraviglioso mondo dei social.
Un video al giorno leva il consenso di torno.
Asfaltata una strada? Video.
Potato un albero? Video.
Posata una panchina? Video.
Acceso un lampione? Video.
Respirata una boccata d’aria? Quasi video.
Ogni piccolo intervento amministrativo viene raccontato come se fosse l’inaugurazione del Ponte sullo Stretto.
Nel frattempo i cittadini scoprono che la comunicazione istituzionale ha anche un costo: circa 15.000 euro per l’addetta stampa. Nulla di illegittimo, naturalmente, ma viene spontaneo chiedersi dove finisca l’informazione istituzionale e dove inizi la promozione politica.

Il miracolo dell’asfalto
Per anni le buche hanno rappresentato un elemento caratteristico del paesaggio savonese.
Erano ormai entrate nell’immaginario collettivo. Alcune avevano perfino una loro personalità.
Poi, improvvisamente…
Miracolo!
Le ruspe sono ricomparse.
Via Ranco, fino a Marmorassi, viene finalmente asfaltata e il sindaco compare puntuale per raccontare il grande evento.
Meglio tardi che mai, diranno i cittadini.
Peccato che la coincidenza con l’avvicinarsi delle elezioni sia talmente casuale da sembrare accuratamente pianificata.

Il PD di Schrödinger
Nel Partito Democratico si è raggiunto un livello quantistico.
In privato molti sussurrano:
“Russo non va più ricandidato.”
In pubblico, invece:
“Il sindaco è il nostro naturale punto di riferimento.”
Così Marco Russo esiste contemporaneamente come candidato e non candidato, sostenuto e non sostenuto, apprezzato e criticato.
Solo aprendo l’urna elettorale si scoprirà quale delle due versioni era quella vera.

La sinistra con il mal di stomaco
L’estrema sinistra vive un dramma esistenziale.
Per mantenere l’alleanza bisogna ingoiare decisioni che con la tradizione della sinistra hanno poco o nulla a che vedere.
Il problema è che, dopo tanti bocconi amari, il mal di stomaco rischia di diventare cronico.
Ma la poltrona, si sa, è un ottimo antiacido.

Il centrodestra e la ricerca del Sacro Candidato
Sul fronte opposto lo spettacolo non è meno divertente.
Le correnti litigano con tale costanza che, più che una coalizione, sembrano un torneo permanente.
Il candidato ideale viene cercato con la stessa difficoltà con cui si cerca il Sacro Graal.
Il nome del radiologo sembra essersi raffreddato.
Così torna puntualmente la grande classica della politica savonese:
“E se richiamassimo Ilaria Caprioglio?”
È il remake che nessuno aveva richiesto, ma che ciclicamente torna in programmazione.

Il grande accordo invisibile
Naturalmente questa è solo satira.
Ma a Savona esiste sempre quella sensazione che, dopo mesi di dichiarazioni infuocate, accuse reciproche e comunicati indignati, alla fine qualcuno trovi il modo di andare tutti d’accordo.
Magari non ufficialmente.
Magari davanti a un buon caffè.
Magari convincendosi che un candidato “che non dispiaccia troppo a nessuno” sia la soluzione migliore.
Fantapolitica? Forse.
Ma in questa città la fantasia, spesso, viene superata dalla cronaca.

Intanto…
Mentre i partiti fanno prove di campagna elettorale, girano video, inaugurano asfalti, studiano candidature, organizzano cene e contano correnti, la città continua a fare i conti con i problemi di sempre.
Traffico.
Raccolta dei rifiuti.
Commercio in difficoltà.
Quartieri che chiedono attenzione.
Servizi che arrancano.
Ma queste sono questioni poco fotogeniche.
Molto meglio un’inquadratura davanti a una ruspa appena accesa.
Dopotutto, a Savonopoli funziona così.
Le buche si riempiono di asfalto.
Quelle della politica, invece, continuano a riempirsi di promesse.

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