Balneari prima di tutto. Continua l’offensiva di Vaccarezza contro il Comune di Spotorno: quando il consenso vale più della legge.

Sul caso delle spiagge di Spotorno si sta consumando una polemica che ha poco di amministrativo e molto di politico. L’attacco ieri in Regione del consigliere Angelo Vaccarezza al sindaco Mattia Fiorini appare infatti sempre più come una difesa d’ufficio degli interessi dei concessionari balneari, piuttosto che una reale battaglia per la corretta applicazione delle norme sul demanio….LEGGI

Il punto centrale della vicenda è in realtà molto semplice. Gli otto concessionari che oggi si dichiarano “penalizzati” sono gli stessi che non hanno sottoscritto la concessione temporanea suppletiva con scadenza 2026. Una scelta legittima, certo, ma che comporta conseguenze altrettanto legittime: senza titolo amministrativo aggiornato, la posizione diventa irregolare.

Pretendere, in queste condizioni, di pagare la tassa regionale come se nulla fosse equivale a un paradosso evidente: è come se chi occupa abusivamente un appartamento pretendesse di pagare l’affitto per dimostrare di essere in regola. Una contraddizione che da sola basterebbe a spiegare l’assurdità della polemica.

Eppure Vaccarezza continua a insistere, portando il caso in Consiglio regionale e trasformando una questione amministrativa in uno scontro politico. Non sorprende troppo: i gestori degli stabilimenti balneari rappresentano da sempre un bacino elettorale rilevante sulla costa ligure. Difenderli, anche quando la situazione è oggettivamente fragile dal punto di vista normativo, diventa allora una scelta politica prima ancora che istituzionale.

Più curioso, invece, è l’allineamento dell’assessore regionale Marco Scajola alla denuncia del consigliere di Forza Italia. Una convergenza che fa emergere un interrogativo politico non secondario: la Regione vuole davvero accompagnare i Comuni verso una gestione più equilibrata del demanio, oppure preferisce conservare lo status quo delle concessioni storiche?

Il sindaco Fiorini, dal canto suo, sta tentando di rimettere mano al PUD e di riequilibrare il rapporto tra spiagge libere e stabilimenti, un tema che riguarda non solo Spotorno ma l’intero litorale ligure. Un percorso complesso e inevitabilmente conflittuale, ma che si muove dentro una direzione ormai tracciata anche a livello europeo: superare la rendita di posizione delle concessioni eterne.

Dietro la polemica sui bollettini PagoPa si intravede quindi qualcosa di più grande: lo scontro tra due visioni del litorale.
Da una parte chi considera le concessioni balneari un diritto acquisito quasi permanente; dall’altra chi prova ad applicare le regole, anche quando questo significa scontentare interessi consolidati.

In questo contesto, l’attacco al sindaco di Spotorno appare non solo sproporzionato, ma anche politicamente miope. Perché difendere l’indifendibile può portare consenso nel breve periodo, ma rischia di lasciare irrisolto il vero problema: la gestione trasparente e legale del demanio marittimo.

E su questo terreno, prima o poi, la politica dovrà smettere di fare finta di non conoscere la legge.

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