Autostrade, il futuro dei caselli: più tecnologia, meno persone? Il piano presentato ai sindacati

Savona – Dietro le slide patinate presentate da Autostrade per l’Italia nell’incontro sindacale del 6 maggio 2026 si intravede un cambiamento profondo del sistema di esazione. Un cambiamento che ha un filo conduttore chiaro: automazione, digitalizzazione e riorganizzazione del lavoro umano.

Il nuovo modello: digitalizzazione spinta e automazione

Il piano 2025-2026 prevede un forte investimento sugli impianti e sulle tecnologie:

  • oltre 500 nuovi varchi e sistemi di riscossione
  • 163 interventi su fabbricati e postazioni
  • digitalizzazione delle postazioni MCR (controllo remoto)
  • quasi completata l’installazione di sbarre automatiche autoriarmanti (399 su 406)

Il messaggio è chiaro: il casello tradizionale, con operatore presente, diventa sempre più residuale.

E infatti il documento parla apertamente di:

  • evoluzione dei sistemi di pagamento
  • introduzione di chioschi automatici
  • sostituzione delle vecchie casse con modelli più automatizzati

In alcune stazioni, soprattutto quelle con traffico medio-basso, si prevede addirittura la sostituzione completa delle casse con chioschi automatici.

Meno presidio fisico, più controllo remoto

Uno dei punti più delicati è la gestione delle postazioni MCR (controllo remoto):

  • apertura obbligatoria ma sempre più integrata con sistemi automatizzati
  • coordinamento con manutenzioni e gestione casse
  • maggiore utilizzo di software e nuove funzionalità operative

In pratica, il controllo non sparisce, ma si sposta: non più sulla pista, ma dietro uno schermo.

Il “presidio condiviso”: parola tecnica, realtà concreta

Il cuore della riforma è il cosiddetto “presidio condiviso”, che ha obiettivi molto chiari:

  • ridurre il personale dedicato esclusivamente alle casse
  • aumentare l’apertura delle postazioni automatiche
  • redistribuire le attività tra operatori e manutentori

Tradotto: meno figure specializzate, più lavoratori “multifunzione”.

Chi lavora sull’esazione non farà più solo quello:

  • gestione casse
  • manutenzione
  • supporto tecnico

tutto nello stesso turno.

Manutenzione: più autonomia, più responsabilità

Anche sul fronte tecnico cambia tutto.

Con il nuovo sistema MARS:

  • le attività di manutenzione diventano più autonome
  • si introducono smartphone al posto dei tablet
  • ogni impianto avrà un tag RFID per accesso rapido ai dati

Inoltre:

  • nuove check-list
  • eliminazione di alcune attività manuali
  • introduzione di controlli più mirati

Il tutto accompagnato da formazione specifica per il personale.

Il nodo vero: organizzazione del lavoro

Se si guarda oltre i numeri, il punto centrale non è tecnologico, ma sociale.

Il documento prevede:

  • gestione parziale delle casse anche senza presidio stabile
  • operazioni di conta del denaro direttamente in stazione
  • introduzione di strumenti come zainetti, casseforti e sistemi di sicurezza

Segno che il sistema si sta adattando a un modello con meno presenza continua.

Cosa cambia davvero

Il quadro complessivo è chiaro:

meno operatori ai caselli
più automazione
più controllo remoto
lavoratori più “ibridi”

E soprattutto una trasformazione silenziosa: il passaggio da un modello basato sulle persone a uno basato sui sistemi.

Modernizzazione o ridimensionamento?

Autostrade presenta il piano come un’evoluzione necessaria:
più efficienza, meno guasti, maggiore sicurezza.

Ma la domanda resta aperta: è solo innovazione tecnologica o anche una progressiva riduzione del lavoro umano?

Perché dietro ogni “chiosco automatico” c’è sempre una domanda semplice: chi non c’è più?

Condividi

Lascia un commento