Autonomia differenziata, la Liguria approva: tra promesse di velocità e l’elmo di Pontida

Il Consiglio regionale ligure ha approvato gli schemi d’intesa sull’autonomia differenziata per quattro materie: Protezione civile, professioni, previdenza sociale e integrativa, finanza pubblica collegata alla tutela della salute.

A votare sì è stata la maggioranza. L’opposizione ha votato contro e in aula non è mancato neppure il piccolo teatro della politica: Andrea Orlando ha sfoderato un elmo vichingo, chiaro riferimento all’imminente raduno leghista di Pontida. Un oggetto forse più esplicativo di molte dichiarazioni ufficiali.

Per il presidente Marco Bucci si tratta di un passo verso una Regione «più forte, veloce e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini». Parole belle, naturalmente. In Liguria siamo ormai abituati ad ascoltare promesse di rapidità mentre, nella vita reale, per una visita sanitaria, una strada, un cantiere o un intervento dopo un’alluvione, il cittadino spesso deve armarsi non di elmo vichingo ma di santa pazienza.

La Regione sostiene che con maggiori competenze si potranno accelerare i rimborsi per chi perde beni e attività durante le emergenze e aggiungere risorse alla sanità. Obiettivi condivisibili: chi potrebbe essere contrario a una Protezione civile più rapida e a più soldi per la salute? Il punto è sempre lo stesso: le risorse ci saranno davvero, saranno aggiuntive o saranno soltanto una nuova sigla amministrativa da spiegare nelle conferenze stampa?

La Lega, che dell’autonomia ha fatto una bandiera da trent’anni, parla di giornata storica. Fratelli d’Italia vede nuovi margini per programmare e gestire meglio le risorse. L’opposizione, invece, liquida l’operazione come una «marchetta alla Lega», approvata giusto in tempo per Pontida.

Forse la verità, come spesso accade, sta meno nelle celebrazioni e più nei dettagli che ancora mancano. Perché l’intesa dovrà passare dal Governo, dal Parlamento e poi dalle leggi regionali attuative. Insomma: il traguardo annunciato è ancora una lunga fila di passaggi, carte, pareri e voti.

Ai liguri interessa poco stabilire chi possa appendersi la medaglia al petto. Interessa sapere se, alla fine, un’alluvione sarà affrontata prima, se un negoziante danneggiato riceverà aiuto senza diventare pensionato nell’attesa, se la sanità avrà davvero più fondi e meno liste d’attesa.

L’autonomia non si giudicherà dall’elmo di Orlando né dagli applausi della Lega. Si giudicherà dalla realtà: tempi, soldi, servizi e diritti uguali per tutti. Tutto il resto, Pontida compresa, è folklore.

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