Aurelia Bis, l’ennesimo rinvio: Anas verso la revoca dell’appalto, cantieri fermi almeno fino al 2026

Genova – Ancora una riunione, ancora promesse e tavoli tecnici. A vent’anni dall’approvazione del progetto e dodici dalla prevista inaugurazione, l’Aurelia Bis resta un’incompiuta.
Oggi a Genova, nella sede della Struttura Territoriale Anas, vertici dell’azienda, Governo e Regione hanno incontrato i rappresentanti dei territori di Savona e La Spezia per tentare di rimettere in moto due cantieri ormai simbolo del malfunzionamento della macchina pubblica.

Al centro dell’incontro, il destino dell’impresa ICI Italiana Costruzioni S.p.A., titolare dei lavori, travolta da difficoltà finanziarie e da una procedura di ricomposizione del debito presso il Tribunale di Roma. Nonostante la cessione di alcuni rami d’azienda, i cantieri sono rimasti sostanzialmente bloccati da mesi, con solo poche maestranze ancora in servizio – sei operai e due impiegati nel caso savonese.

Di fronte all’ennesima paralisi, Anas ha deciso di avviare la revoca dell’appalto sia per Savona che per La Spezia, accusando l’impresa di gravi inadempienze e ritardi non più giustificabili. Toccherà ora al giudice decidere se accogliere la proposta di ICI di proseguire i lavori o se autorizzare Anas a chiudere il contratto e affidare le opere a nuove imprese, già individuate.
In ogni caso, anche nella migliore delle ipotesi, i lavori non ripartiranno prima dei primi mesi del 2026.

Nel frattempo Anas ha cercato di mantenere in vita i cantieri, pagando direttamente subappaltatori e operai, ma con risultati modesti. «Siamo al lavoro per sbloccare la situazione e mitigare i disagi», ha dichiarato l’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme, ribadendo il leitmotiv già ascoltato troppe volte.

Il viceministro Edoardo Rixi, dal canto suo, ha annunciato la creazione di due tavoli tecnici permanenti per Savona e La Spezia: «Non si può più perdere un solo giorno – ha detto –. Bisogna lavorare 24 ore su 24 per recuperare il tempo perso». Parole che suonano come una promessa tardiva dopo anni di annunci, rinvii e cantieri abbandonati.

Dietro le formule istituzionali e i sorrisi di rito, resta una certezza: l’Aurelia Bis continua a essere un cantiere infinito, un monumento alla burocrazia e all’incapacità di coordinare imprese, appalti e tempi. Mentre i cittadini di Savona e Albissola continuano a convivere con deviazioni, disagi e promesse scadute da un decennio.

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