Aurelia Bis, atto ennesimo: la commedia infinita tra annunci, prudenza e “fine marzo”

C’è chi aspetta Godot. A Savona si aspetta l’Aurelia Bis.
Con una differenza: Beckett almeno non prometteva che sarebbe arrivato “entro fine marzo”.

La notizia è sempre la stessa, cambia solo l’anno: «forse ci siamo». Il cantiere della grande incompiuta ligure — appena cinque chilometri, non l’Autostrada del Sole — dovrebbe ripartire entro la fine di marzo. Il condizionale, ormai, è diventato categoria urbanistica.

Al tavolo romano si sono ritrovati i sindaci Marco Russo, Gianluca Nasuti e Maurizio Garbarini con Anas. Il verdetto? Rescissione del contratto con Ici Costruzioni (che alla riunione non si è nemmeno presentata: elegante uscita di scena) e passaggio di testimone alla seconda classificata, Infratech.
Traduzione per i cittadini: cambio di attori, copione identico.

Nel frattempo il cantiere resta lì, una landa desolata che più che un’opera pubblica sembra un’installazione di arte contemporanea sul tema “attesa e rassegnazione”. Titolo possibile: Mitigazione dell’impatto emotivo.

Prudenza istituzionale, entusiasmo trattenuto

Il sindaco di Savona invita alla cautela: niente “cambiali in bianco”, attenzione alta, operai veri e non solo slide. Una prudenza comprensibile, visto che in trent’anni di storia l’Aurelia Bis ha collezionato più ripartenze annunciate che metri asfaltati.

Gli svincoli di Miramare, poi, restano un capolavoro di surrealismo viario: per andare avanti bisogna prima tornare indietro. Un omaggio al pensiero circolare, tanto caro alla burocrazia.

Nasuti parla di “ultima chiamata” per Anas. Anche qui, nulla da eccepire: l’ultima chiamata numero dodici.
Garbarini promette stop alle “inaugurazioni a vuoto”, che suona un po’ come il giuramento di un fumatore incallito davanti al pacchetto appena aperto.

65 milioni per finire ciò che doveva essere finito

Secondo Anas servono altri 65 milioni di euro per completare l’opera. Una cifra che fa sorgere una domanda semplice: ma quanto costerebbe non farla mai, almeno risparmieremmo sugli annunci?

Nel frattempo sette lavoratori aspettano stipendi arretrati da mesi. Qui la commedia diventa tragedia sociale, e le battute smettono di far ridere. La richiesta della Filca-Cisl ad Anas di intervenire direttamente è l’unico passaggio davvero concreto di tutta la storia.

Finale provvisorio (come sempre)

Anche l’assessore regionale Giacomo Giampedrone assicura: «ripartenza entro fine marzo».
Una frase che a Savona ormai provoca lo stesso effetto del meteo a lungo termine: si ascolta, si annuisce, si guarda il cielo e si aspetta.

E così cala il sipario sull’ennesimo atto della commedia Aurelia Bis.
Applausi contenuti, pubblico stanco, scena immutata.
L’appuntamento è fissato, come da tradizione, al prossimo “forse ci siamo”.

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