Attestati di stima e memoria corta

Mentre  la città prova ancora a fare i conti con alcune pagine complicate del proprio passato, il Comune conferisce attestati di stima come se nulla fosse.

Vengono assegnati riconoscimenti che aprono più di una riflessione, almeno sull’opportunità politica e istituzionale di scelte che rischiano di apparire, quantomeno, prive di memoria. Ci sono vicende che fanno parte del percorso amministrativo della città e che, proprio per questo, non possono essere considerate dettagli secondari.

La domanda, allora, è semplice ma inevitabile:
è opportuno conferire un attestato di stima senza affrontare apertamente anche certi aspetti?
È stata fatta una valutazione complessiva dei percorsi pubblici?
Oppure si è scelto, più comodamente, di separare i piani, facendo finta che alcune vicende non abbiano mai inciso sulla comunità?

Perché i riconoscimenti pubblici non sono mai neutri. Non sono semplici targhe. Sono messaggi.
E ogni messaggio, soprattutto quando arriva da un Comune, racconta una visione.

Alla città quella visione rischia di apparire sfocata: pronta a celebrare, ma meno incline a spiegare.
Generosa negli attestati, ma più timida quando si tratta di fare chiarezza.

E invece sarebbe proprio la chiarezza — prima ancora delle premiazioni — il vero segnale di rispetto verso la città.

Condividi

Lascia un commento