ATA, silenzio in aula: la domanda di Orsi sul destino del risarcimento di 1 milione e 900 mila euro chiesto per i danni ai vecchi amministratori  resta senza risposta

Durante la seduta odierna del Consiglio comunale di Savona, dedicata anche al tema dell’acquisizione delle quote di ATA da parte del Comune, è accaduto un fatto che merita più di una riflessione.
Per ben due volte — nel suo intervento e nella successiva dichiarazione di voto — il consigliere Fabio Orsi (gruppo PensieroLibero.zero) ha chiesto chiarimenti sul destino del risarcimento di 1 milione e 900 mila euro stabilito a suo tempo dal Collegio arbitrale, a titolo di danno provocato dalla cattiva gestione dei vecchi amministratori della società.

Domanda chiara, precisa, e soprattutto doverosa nei confronti dei cittadini: quei soldi sono stati recuperati? Dove sono finiti?

Ascolta prima richiesta               Ascolta seconda richiesta

Eppure, nessuna risposta.
Né l’assessore Auxilia, né il sindaco Marco Russo hanno ritenuto di intervenire.
Un silenzio che suona come una mancanza di rispetto non solo verso il consigliere Orsi, ma verso l’intera città di Savona, che da anni attende trasparenza su una vicenda che ha pesato sulle casse comunali e sulla credibilità delle partecipate pubbliche.

Va ricordato che uno dei membri del CdA di ATA, coinvolto in quella gestione e che ha poi patteggiato la pena, oggi siede ancora in Consiglio comunale.
Un dettaglio che rende quel silenzio ancora più assordante.

Nel momento in cui si decide di far ricadere sull’amministrazione pubblica il peso economico e gestionale di ATA, sarebbe il minimo pretendere chiarezza sui conti, sui debiti e sui risarcimenti dovuti.
E invece, ancora una volta, prevale la logica del “non disturbare il manovratore”.

La trasparenza, a Savona, resta evidentemente un optional

Qui il pezzo di consiglio che riguarda quella mozione

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