A Borghetto Santo Spirito si chiude il contenzioso con ATA, ma non senza lasciare l’amaro in bocca. Il Comune ha finalmente svincolato un “tesoretto” da 642 mila euro, frutto di penali comminate alla società per un servizio ritenuto, con toni diplomatici, “scadente”. Tradotto: raccolta differenziata mai decollata, disservizi a raffica e una spazzatrice elettrica fantasma acquistata con mutuo e mai vista in azione. Fantascienza da bilancio.
Il sindaco Canepa ha tirato le somme: gestione fallimentare, costi raddoppiati nel 2014, e un progetto di raccolta che ha lasciato in eredità un’orda di bidoni condominiali più adatti a un gioco dell’oca che a una città civile.
Oggi, con Sat le cose vanno meglio – dice il primo cittadino – ma finché non si cambierà il modello di raccolta ereditato da ATA, i cittadini continueranno a pagare anche per errori altrui. Intanto, quei 642 mila euro rientrano nelle casse comunali. Magra consolazione: ci si paga un pezzo di futuro, ma il passato resta una lezione costosa.






