Asilo “Le Piramidi”: tra infiltrazioni, allerta meteo e disagi quotidiani. Famiglie e Associazione Diritti, Cultura e Sviluppo chiedono il trasferimento immediato

L’Associazione Diritti, Cultura e Sviluppo, insieme ad un gruppo di genitori dei bambini che frequentano l’asilo nido e la scuola dell’infanzia “Le Piramidi” in corso Mazzini, ha inviato una lettera ufficiale al Sindaco Marco Russo, all’Assessora alle Politiche Educative Elisa Di Padova e all’Assessore ai Lavori Pubblici Lionello Parodi.
La richiesta è netta: trasferire la struttura in una sede sicura, idonea e immediatamente utilizzabile, perché la situazione attuale non è più sostenibile.

Una scuola nel punto sbagliato

L’asilo “Le Piramidi” sorge a ridosso del torrente Letimbro, in una zona classificata a rischio idrogeologico. Per questa ragione, a differenza di tutte le altre scuole cittadine, la struttura viene chiusa automaticamente anche in caso di semplice allerta gialla.
Basta un temporale.
Basta una previsione meteo.
Risultato: famiglie costrette a riorganizzare la vita da un’ora all’altra, bambini privati di continuità educativa, maestre obbligate a fronteggiare emergenze ricorrenti.

L’Amministrazione ha previsto un bonus economico per compensare le interruzioni del servizio, ma — come rilevato da genitori e Associazione — si tratta di una misura tardiva, comunicata solo tramite stampa, e soprattutto totalmente inadeguata rispetto al problema reale:

“Il problema non è economico, è strutturale”.

Infiltrazioni, secchi in aula, armadi marciti (in fondo alla pagina le foto)

Durante l’ultimo sopralluogo, le fotografie scattate dalle famiglie parlano da sole:

  • tetto che continua a perdere nonostante 55.000 euro di lavori eseguiti questa estate;
  • secchi posizionati nelle aule per raccogliere l’acqua piovana;
  • armadi deteriorati dall’umidità;
  • macchie di muffa ben visibili.

Non è una situazione temporanea.
Non è sfortuna.
È una condizione stabile e inaccettabile in una struttura destinata a bambini tra 0 e 6 anni.

Il nodo dell’evacuazione

La questione più grave è quella della sicurezza in caso di emergenza.
La scuola è al piano terra, in prossimità del torrente.
In caso di esondazione o allerta rapida, non esiste un piano di evacuazione realmente applicabile.

Alice Marino dell’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo, durante l’incontro con il Sindaco, ha riassunto la questione in maniera semplice e incontestabile:

«Un adulto può decidere di non andare a lezione.
Un bambino di due anni no. Non cammina ancora, va preso in braccio.
E una maestra ha solo due braccia».

Qualsiasi incidente sarebbe impossibile da gestire, e questo anche senza l’ipotesi estrema dell’alluvione: basta l’allerta gialla per far saltare tutto.

Non si può aspettare anni

Durante l’incontro con le famiglie, il Sindaco ha fatto capire che eventuali interventi strutturali richiederebbero tempi lunghi.
Si è parlato di “futuro”, “progetti”, “anni”.
Sono inaccettabili le parole iniziali del sindaco: «I vostri figli non vedranno i miglioramenti della struttura probabilmente andranno già alle scuole medie»

La richiesta è precisa

L’Associazione e i genitori chiedono:

  1. Trasferimento urgente dell’asilo in una sede sicura e non soggetta a rischio idrogeologico;
  2. Tempistiche chiare e pubbliche, non promesse indefinite;
  3. Continuità educativa, come previsto dal Sistema Integrato 0-6 anni e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Una città che si misura dalla cura dei più piccoli

Qui non si parla di polemica politica.
Non si parla di colore, bandiera, elezioni o partiti.

Qui si parla di bambini piccolissimi.
Si parla di sicurezza.
Si parla di diritti fondamentali, non negoziabili.

Se una città non riesce a proteggere i suoi bambini più piccoli, se non sa garantire loro un luogo asciutto, sicuro, accessibile, allora deve fermarsi e ripartire da qui.

Da questa scelta.
Da questa responsabilità.
Da questo dovere.

Savona non può voltarsi dall’altra parte.
Non questa volta.

L’armadio marcio d’acqua

Infiltrazioni nel soffitto

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