Arboscello e la lezione di “buonsenso”: quando è facile fare il professore

Roberto Arboscello

C’è una differenza enorme tra amministrare un Comune dove il problema, semplicemente, non esiste e governarne uno costretto a fare i conti con norme, ricorsi, concessioni e interessi contrapposti.

Per questo sorprende leggere il post di Arboscello, che ricorda con soddisfazione la sua esperienza da sindaco di Bergeggi, parlando di “buonsenso”, di dialogo e di assenza di conflitti. Un racconto che sembra voler impartire lezioni agli altri amministratori, quasi a suggerire che dove nascono tensioni è perché qualcuno ha sbagliato.

Peccato che a Bergeggi la situazione fosse completamente diversa.

Il Comune aveva già oltre il 40% di spiagge libere. Nessun problema di adeguamento alle percentuali richieste, nessuna emergenza legata alla direttiva Bolkestein, nessuna necessità di rimettere mano agli equilibri esistenti, nessuna prospettiva di togliere concessioni o modificare radicalmente l’assetto del litorale.

In quelle condizioni sarebbe stato davvero sorprendente assistere a proteste, scontri o barricate.

La vera prova politica si misura quando bisogna prendere decisioni difficili, non quando tutto è già risolto.

Per questo il paragone con realtà come Spotorno appare fuori luogo. Il sindaco Mattia Fiorini si trova a gestire una situazione infinitamente più complessa, nella quale qualsiasi scelta produce inevitabilmente vincitori e scontenti. È facile parlare di dialogo quando nessuno rischia di perdere nulla; molto meno quando bisogna affrontare questioni che incidono direttamente sul futuro di imprese, lavoratori e famiglie.

Arboscello oggi racconta una realtà quasi idilliaca, ma dimentica che governare significa affrontare i problemi, non limitarsi a ricordare quando i problemi non c’erano.

Anche perché durante la sua esperienza amministrativa non ha mai dovuto confrontarsi con una vera opposizione politica capace di metterne in discussione le scelte. Governare senza una minoranza rende inevitabilmente tutto più semplice. Molto più semplice.

Per questo stupisce il tono quasi autocelebrativo del suo intervento. Chi ha amministrato in condizioni favorevoli dovrebbe forse avere maggiore prudenza prima di distribuire pagelle agli altri.

Il “buonsenso” non consiste nel raccontare quanto fosse tranquilla la propria esperienza amministrativa, ma nel riconoscere che non tutti i Comuni vivono la stessa realtà.

Le difficoltà di Spotorno non possono essere liquidate con uno slogan o con il ricordo nostalgico di un Comune dove il problema, semplicemente, non si poneva.

E forse, invece di atteggiarsi a professore dispensando lezioni agli altri amministratori, Arboscello farebbe meglio a concentrare il proprio impegno sulle questioni che riguardano direttamente il suo territorio. A Bergeggi resta infatti aperto il tema del deposito costiero di gas, un’opera che suscita da tempo preoccupazioni e dibattito tra cittadini e amministrazioni locali.

Chi rappresenta un territorio dovrebbe essere in prima linea nella difesa dei suoi interessi, anziché utilizzare esperienze del passato per impartire lezioni a chi oggi si trova ad affrontare problemi ben più complessi.

La politica si giudica soprattutto quando le decisioni sono difficili, quando gli interessi sono contrapposti e quando occorre assumersi responsabilità. È lì che si misura davvero la capacità di amministrare. Non nelle situazioni più comode.

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