Amministrazione poco trasparente? – Parte 2°

Vado Ligure – In un precedente articolo ci domandavamo se l’amministrazione comunale di Vado Ligure fosse poco trasparente nell’accesso agli atti amministrativi che riguardano i diversi aspetti dell’attività amministrativa (LEGGI). Effettivamente dopo pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo, la sezione degli ordini del giorno del sito istituzionale è stata ripristinata.

La pubblicazione degli atti amministrativi degli enti pubblici dovrebbe avvenire secondo le modalità previste dal Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n.33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni).

Ora tenuto conto dei molti interessi legati al Comune di Vado Ligure ci si aspetterebbe di poter accedere e visualizzare i provvedimenti di indirizzo politico quali le delibere del consiglio comunale e della giunta, come ad esempio avviene nel confinante comune di Quiliano (LEGGI), o nel comune capoluogo (VAI) o nel comune di Varazze (VAI), per fare alcuni esempi che sembrano essere ad un primo esame virtuosi.

Effettivamente, il sito istituzionale del Comune di Vado Ligure non sembra essere allo stesso livello della propaganda, che trasforma l’ordinario in un qualcosa di straordinario, a cui ci avevano abituato fin dall’inizio del suo mandato, la sindaco Monica Giuliano (eletta con il PD e passata a Toti) ed i suoi solerti collaboratori e che in queste ultime settimane sembra essersi un po’ appannata.

Il comprensorio di Vado Ligure e Quiliano in questi giorni è stato investito dalla notizia di un possibile ampliamento della centrale elettrica di Tirreno Power con un nuovo gruppo a ciclo combinato a metano. Visto che per la gestione della centrale di Tirreno Power, quando erano ancora attivi i gruppi a carbone, è ancora in corso un procedimento penale per presunto disastro ambientale colposo, per ogni provvedimento o atto amministrativo, che interessa o interesserà il sito occupato dalla centrale sarebbe necessaria la massima trasparenza, almeno da parte delle pubbliche amministrazioni.

Rammentiamo nuovamente che nel comune di Vado Ligure sono attive le discariche di Bossarino (gruppo Green Up) e di Boscaccio (Ecosavona) la cui gestione è da poche settimane sottoposta ad un inchiesta per presunto disastro ambientale colposo. Come più volte si è riportato in diversi articoli, la catena di controllo azionario delle società di gestione delle due discariche porta ad una misteriosa società anonima con sede nel Lussemburgo, la Green LuxCo Capital S.A. I terreni della discarica di Boscaccio sono di proprietà del comune di Vado Ligure, mentre Ecosavona, che è una società a partecipazione mista pubblico-privata (70% Green LuxCo Capital S.A. – 25% Comune di Vado Ligure – 5% Comune di Savona), ha il diritto di superficie e gestione della discarica come si è già riferito nell’articolo I misteri delle discariche savonesi (LEGGI)”.

Discarica di Boscaccio

Il comune di Vado Ligure vorrebbe fare confluire la quota azionaria detenuta in Ecosavona nell’altra partecipata, la SAT Servizi Ambientali Territoriali S.p.A., che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti, oltre che per Vado Ligure, anche per diversi comuni della provincia di Savona (LEGGI).

Chiaramente non essendo rintracciabile sulla sezione amministrazione trasparente del sito istituzionale del Comune di Vado Ligure il percorso politico-burocratico-amministrativo che ha dato avvio a queste trasformazioni societarie, per il comune cittadino è difficile comprendere se il procedimento stia avvenendo nel pieno interesse generale di una gestione economica ottimale del ciclo dei rifiuti, anche in considerazione del fatto che non si consce quali interessi rappresenti la Green LuxCo Capital S.A. con sede nel Lussemburgo che gestisce il 70% dei profitti di Ecosavona.

Ricordiamo sempre il consiglio comunale di lunedì 16 novembre che sarà prevedibilmente da remoto per il contenimento della diffusione del virus, ci si domanda, se previste, quali siano le modalità di partecipazione via remota della cittadinanza e se ne verranno pubblicati gli atti.

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