Altare alza il muro contro l’eolico: la delibera punta sulle comunità energetiche e dice no a nuovi impianti

Il Comune di Altare passa dalle parole ai fatti. Nella delibera approvata dalla Giunta il 26 giugno scorso, dedicata all’attuazione del Nature Restoration Law europeo, c’è un passaggio che va ben oltre la semplice tutela dei boschi. Il punto 5 del provvedimento affronta infatti in modo diretto il tema dell’eolico, indicando una precisa linea politica e amministrativa.

La posizione è chiara: Altare non è contrario alle energie rinnovabili, ma ritiene che la transizione ecologica non possa tradursi nella distruzione del patrimonio forestale e paesaggistico della Val Bormida.

Il no ai nuovi parchi eolici

La delibera richiama più volte la contrarietà già espressa dal Comune verso i progetti dei parchi eolici di Quiliano, Bric Surite e Piccapietre, evidenziando il rischio di perdita di superfici forestali, sbancamenti e alterazioni di un territorio che rappresenta uno dei principali patrimoni naturalistici della zona.

Ma è il punto 5 – “Alternative sostenibili alle turbine eoliche” a segnare la vera svolta.

La proposta: comunità energetiche invece delle pale

La Giunta individua una strada diversa rispetto ai grandi impianti industriali.

Tra gli impegni assunti figurano:

  • promuovere le comunità energetiche in collaborazione con altri Comuni come alternativa più sostenibile;
  • sostenere progetti di energia rinnovabile distribuita che non comportino consumo di superfici forestali;
  • opporsi ai nuovi parchi eolici che possano creare ricadute negative sulla viabilità turistica, sulla rete sentieristica, sulla vivibilità locale e sugli assetti paesaggistici;
  • chiedere un confronto istituzionale con Regione Liguria e Provincia di Savona;
  • aprire un tavolo tecnico e politico per esaminare le criticità dei progetti eolici.

Un messaggio politico preciso

Il documento rappresenta anche un segnale politico importante. Il Comune sostiene che la produzione di energia rinnovabile debba essere compatibile con la tutela del territorio e che la salvaguardia dei boschi costituisca un interesse prioritario.

Una posizione che si inserisce nel dibattito, sempre più acceso, sui numerosi progetti eolici che interessano la Val Bormida e l’entroterra savonese.

In sostanza Altare lancia un messaggio chiaro: sì alle energie pulite, ma non a qualsiasi costo. Se per produrre energia occorre sacrificare boschi, paesaggio, sentieri e qualità della vita, allora la strada da seguire è un’altra, fatta di comunità energetiche, produzione diffusa e minore impatto ambientale.

È una presa di posizione destinata ad avere peso anche nel confronto con Regione e Provincia, perché mette nero su bianco una strategia alternativa ai grandi parchi eolici industriali e rafforza il fronte dei Comuni che chiedono un diverso modello di sviluppo del territorio.

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