
Per settimane gli automobilisti hanno conosciuto fin troppo bene il problema: arrivare senza difficoltà sull’A10 e poi restare intrappolati negli ultimi metri, davanti al casello di Albisola. Code lunghe, traffico che si riversa sulle strade cittadine, nervosismo e la sensazione che basti un minimo malfunzionamento delle apparecchiature per trasformare un normale rientro in un’odissea.
Il caso, dopo le segnalazioni e gli articoli pubblicati nei giorni scorsi, sarebbe arrivato addirittura al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo quanto si apprende, vi sarebbe stata una lunga telefonata al direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia, con un richiamo tutt’altro che diplomatico: La stazione di Albisola ha delle criticità. Si agisca.
E, a quanto pare, qualcosa si è mosso. Nel fine settimana sarebbero state riaperte due piste manuali, una soluzione che molti automobilisti ricordano già adottata in passato, non sotto Benetton, ma addirittura quando la conduzione e gestione della tratta era targata IRI. Non è però possibile, al momento, stabilire se si sia trattato di una scelta già programmata o della conseguenza del richiamo arrivato da Roma. La speranza è che finalmente si sia deciso di affrontare un problema che non nasce certo oggi, auspicando anche che altri caselli (Genova est ed Arenzano ad esempio) possano beneficiare delle stesse novità operative
Il casello di Albisola non è più da tempo una piccola uscita locale. È diventato, nei fatti, una delle porte di accesso a Savona e alla riviera, soprattutto nei fine settimana e durante l’estate. Proprio per questo non può essere gestito come se fosse un dettaglio secondario. Quando le corsie non funzionano, quando gli apparati rallentano o quando l’organizzazione non regge l’aumento dei flussi, il blocco non resta confinato al piazzale: invade l’autostrada, l’Aurelia e le vie di Albisola.
Nei giorni scorsi l’ingegner Paolo Forzano aveva anche avanzato una proposta concreta: riorganizzare le corsie e spostare il gabbiotto degli esattori per ottenere spazi più lineari e funzionali. Una soluzione da verificare tecnicamente, naturalmente, ma almeno una proposta che parte dall’osservazione della realtà e non dall’ennesimo annuncio sul futuro ribaltamento del casello o sulla conclusione dell’Aurelia Bis.
Ora vedremo se il problema sarà davvero risolto e se gli automobilisti potranno finalmente uscire dall’autostrada senza dover mettere in conto mezz’ora di coda per pochi metri. E magari il caso di Albisola potrà servire da lezione: le stazioni autostradali non devono diventare punti deboli della viabilità ligure, da sistemare soltanto quando il disagio diventa troppo evidente per essere ignorato.
Per una volta, sarebbe bello poter dire che dal caos è nata una soluzione.
