AGCOM (e Lega?): Quando le norme che tutelano i cittadini dalle radiazioni elettromagnetiche diventano “ostacoli da rimuovere”

A proposito del pacchetto di proposte di legge della Lega sul digitale e le telecomunicazioni, le parole che lo descrivono – piuttosto inquietanti – riportano alla mente un documento dell’Agcom di dicembre 2018, e il timore è che la Lega si appresti semplicemente a dare forma di legge a ciò che viene da tempo richiesto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. In tal caso i desiderata delle compagnie di telecomunicazioni, recepiti in toto dall’Agcom, verrebbero in conclusione accolti a mani aperte anche dalla Lega.

Il documento cui mi riferisco è una “SEGNALAZIONE relativa agli ostacoli nell’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless acccesse allo sviluppo delle reti di telecomunicazione di tecnologie 5G” e l’incipit ne chiarisce fin da subito gli intenti: “L’Autorità, nell’adunanza del 12 dicembre 2018, ha deliberato di inviare una segnalazione relativa agli ostacoli all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access presenti nelle normativa locale (comunale e provinciale), regionale e nazionale. Si tratta in particolare di previsioni normative locali o regionali le quali fissano limiti e divieti all’installazione di impianti di telecomunicazione o stabiliscono procedure amministrative di autorizzazione all’istallazione degli impianti difformi rispetto a quanto previsto dal quadro normativo statale.”

Quali sono dunque le normative che l’Agcom intende liquidare dal panorama legislativo italiano perché ritenute, appunto, ostacoli, per avviarsi invece verso una perfetta e radicale deregulation nella posa delle antenne e nella gestione delle emissioni?

Innanzitutto le norme relative alla localizzazione delle antenne, in particolare con l’intento di affossare i regolamenti comunali e le varie restrizioni locali. E i deputati leghisti – guarda caso – chiedono “di istituire un soggetto, un Mister Antenna, in grado di fare una mappatura dei punti all’interno del territorio in cui installare i ripetitori delle nuove reti mobili ultraveloci di quinta generazione. Attività da porre in essere anche sfruttando l’infrastruttura verticale già esistente, come pali della luce o semafori (Formiche.net)”. Mister Antenna avrà poi il potere di scavalcare a piè pari regolamenti, piani antenne comunali e potestà dei Sindaci?

Ma andiamo avanti. Un’altra categoria di normative che Agcom desidera affrontare con il tosaerbe, è quella delle procedure amministrative, che – tra parentesi – risultano già favorevoli alle telco, grazie ad ampie forme di silenzio-assenso. Ma evidentemente Agcom punta ad avere un bel prato all’inglese, su cui l’industria possa giocare a golf in lungo e in largo a suo piacimento. Ed ecco, puntuali, arrivano le parole della Lega, che prospetta “l’introduzione di misure per facilitare i procedimenti amministrativi per l’istallazione di reti ad alta velocità”.

Restano ancora un paio di temi spinosi. Uno, spinosissimo, è quello che riguarda i limiti delle emissioni elettromagnetiche, sia a livello locale che a livello nazionale. La posizione dell’Agcom: “…si osserva che i problemi di installazione degli impianti di telecomunicazione mobile saranno accentuati con l’avvento del 5G in relazione alla presenza di limiti elettromagnetici estremamente ridotti rispetto alla media degli altri Paesi europei… Tali limiti, infatti, potrebbero essere incompatibili con l’installazione di impianti di telecomunicazione 5G, soprattutto con riferimento all’obiettivo di qualità di 6V/m…”. A questo proposito, e scusate la piccola divagazione, resto sempre sconcertata dalla faccia tosta con cui le compagnie, i techno-addicted e certi politici riescono ad affermare con sfrontatezza che il 5G comporterà addirittura minori emissioni degli attuali sistemi, e al tempo stesso chiedono un innalzamento dei limiti. Surreale, anche perché non bisogna dimenticare che il 5G non viene installato come alternativa al 2G, 3G, 4G, Wi-Fi e Wi-Max, ma in aggiunta agli stessi.

Tornando a bomba, anche qui la Lega pare semplicemente ricalcare un copione già predisposto, e queste sono le parole di Capitanio “Una valutazione è poi in corso sulla revisione dei limiti elettromagnetici in relazione alle tecnologie che si andranno ad utilizzare” (Il Sole 24 Ore).

Non è ancora, purtroppo, finita qui. Resta infatti ancora un tema, complesso, tecnico e poco visibile, che è quello dei criteri con i quali le emissioni del 5G verranno misurate e valutate. Al momento tali criteri non sono ancora stati stabiliti, e anche qui potrebbero essere inseriti trabocchetti di vario ordine e tipo, come ad esempio eventuali valutazioni sulla media delle emissioni, cosa che potrebbe avvantaggiare a dismisura le telco a discapito della salute pubblica, dal momento che il beamforming opera con segnali intensi ma intermittenti. Ho finito, per il momento.

Claralidia Settimo

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