Acqua pubblica savonese, dopo mesi di stop arriva la svolta: la fusione APS torna a correre

Per settimane la fusione delle società dell’acqua pubblica savonese è sembrata impantanata in un labirinto di dubbi tecnici, resistenze politiche e sospetti reciproci. Oggi però qualcosa sembra essersi mosso davvero.

La commissione consiliare del Comune di Savona ha infatti dato il via libera al nuovo progetto di fusione di Acque Pubbliche Savonesi (APS), aprendo la strada all’approvazione definitiva in Consiglio comunale e, soprattutto, alla ripartenza di un iter che fino a pochi giorni fa appariva tutt’altro che scontato.

Una svolta che arriva dopo mesi di rinvii e tensioni.

Dallo stallo al rilancio

Solo una settimana fa il percorso appariva ancora bloccato.

Le resistenze emerse in diversi comuni del Ponente avevano fatto saltare la tabella di marcia originaria. Al centro delle contestazioni non c’era soltanto la fusione in sé, ma anche il metodo scelto per arrivarci.

Alcuni amministratori avevano sollevato dubbi sulle modalità dell’operazione, sulla distribuzione delle quote societarie e sugli equilibri di governance che nasceranno all’interno della futura società unica.

Questioni tutt’altro che marginali, considerando che il controllo del servizio idrico significa anche controllo di investimenti, infrastrutture e nomine future.

Le modifiche che hanno sbloccato l’accordo

Proprio per superare le obiezioni emerse nei mesi scorsi, il progetto è stato modificato.

Tra le novità più rilevanti c’è la possibilità di affidare la gestione a un amministratore unico oppure a un consiglio di amministrazione conforme alle norme vigenti.

È stato inoltre rivisto il regolamento della Conferenza di coordinamento e controllo, uno dei punti maggiormente contestati dai comuni del medio ed estremo Ponente.

In particolare, la soglia necessaria per chiedere la convocazione della conferenza passa dal 30% al 5% del capitale sociale, garantendo maggiore peso anche ai comuni più piccoli.

Una correzione che appare tutt’altro che simbolica e che ha contribuito a ricucire i rapporti tra i diversi territori coinvolti.

Il nodo politico resta

Se i problemi tecnici sembrano avviati verso la soluzione, quelli politici non sono del tutto scomparsi.

Lo hanno ricordato durante la commissione i consiglieri Fabio Orsi e Manuel Meles, che hanno evidenziato come il percorso sia arrivato all’ennesima proroga e come restino interrogativi sulla reale volontà di tutti i comuni di procedere verso la fusione.

Dubbi comprensibili se si considera che il progetto di società unica dell’acqua savonese viene discusso da anni e che ogni volta, quando sembra arrivato al traguardo, emerge qualche nuovo ostacolo.

Ora la palla passa ai Comuni

La differenza rispetto alle settimane scorse è che oggi esiste finalmente un cronoprogramma.

Alassio e Finale sono chiamati ad approvare gli atti nelle prossime ore. Seguiranno Albenga, Loano, Tovo San Giacomo e Laigueglia. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 30 giugno all’approvazione definitiva del progetto di fusione da parte delle società coinvolte e successivamente alla stipula notarile.

Se tutti rispetteranno gli impegni presi in Provincia, questa volta la fusione potrebbe davvero diventare realtà.

La vera sfida inizia adesso

Paradossalmente, il problema più difficile potrebbe iniziare proprio dopo la firma.

Per anni il dibattito si è concentrato sul “se” fondere le società. Molto meno si è discusso del “come” governare la nuova realtà.

La vera sfida sarà infatti dimostrare che una società unica provinciale può garantire maggiore efficienza, investimenti sulle reti, riduzione delle dispersioni e servizi migliori ai cittadini.

Perché al di là delle quote, delle nomine e degli equilibri politici, i cittadini continuano a chiedere una cosa molto semplice: aprire il rubinetto e avere un servizio efficiente, moderno e realmente pubblico.

Dopo anni di rinvii, la fusione delle acque savonesi sembra finalmente vicina al traguardo. Adesso resta da vedere se tutti i protagonisti della lunga trattativa manterranno la parola data o se, ancora una volta, il percorso si fermerà a pochi metri dall’arrivo.

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