A Savona il vento non pulisce: fa volare i sacchi della plastica. Effetto collaterale del “porta a porta” senza cassonetti per la plastica

C’è chi dice che il vento pulisce l’aria, porta via lo smog e rende tutto più respirabile.
A Savona, invece, il vento porta via… i sacchi della plastica.
Li solleva, li trascina, li sparge lungo le strade come fossero coriandoli fuori stagione. Un fenomeno tanto assurdo quanto prevedibile, figlio di una gestione della raccolta rifiuti che continua a mostrare limiti evidenti.

Senza cassonetti, la plastica vola

A Savona, la raccolta della plastica funziona così:

  • niente cassonetti,
  • sacchi lasciati fuori dai cittadini,
  • attesa del passaggio della ditta incaricata.

Finché la giornata è calma tutto fila liscio.
Ma quando arriva il vento — e in queste settimane non è certo mancato — la città si trasforma in una pista dove i sacchi gialli corrono più veloci degli scooter.

Il risultato?
Via Stalingrado, via Vittime di Brescia, e molte altre strade invase da sacchi che rotolano in mezzo alla carreggiata.

Alcuni cittadini, esasperati, hanno pubblicato su Facebook veri e propri avvisi rivolti ai motociclisti:
“Attenzione, il vento fa volare la plastica! State attenti se passate in scooter.”

Un avvertimento che sembra uscito da una sceneggiatura comica, ma che purtroppo è tremendamente reale.

Una città costretta a rincorrere i rifiuti

Il paradosso è evidente:
Da un lato si chiede ai cittadini precisione, ordine, rispetto degli orari.
Dall’altro lato, l’organizzazione lascia spazio a situazioni che sfiorano l’assurdo.

Perché se togli i cassonetti, obblighi le persone a esporre sacchi leggeri in strada, e poi ti stupisci che con 40–50 km/h di vento quei sacchi prendano il volo… significa che la città non è stata progettata pensando alla città reale.
Quella fatta di mare, di tramontana, di scirocco.
E di problemi concreti.

Sicurezza stradale? Un dettaglio secondario

Non è solo una questione di decoro urbano — che già basterebbe.
Il vero problema è la sicurezza: un sacco che vola può finire sotto le ruote di uno scooter, può oscurare la visuale, può far perdere il controllo a chi guida.

E allora la domanda è semplice:
si può davvero considerare “funzionale” un sistema di raccolta che mette a rischio chi circola?

Serve buon senso, non acrobazie amministrative

Il porta a porta può funzionare.
Ma richiede organizzazione, contenitori adeguati, punti di conferimento protetti dal vento, soluzioni che evitino scene da film muto anni ’30 con i cittadini che rincorrono sacchi per strada.

Savona merita un sistema di raccolta che tenga conto delle condizioni reali del territorio.
Perché il vento è normale.
Quello che non è normale è che siano i cittadini a dover prevenire incidenti, segnalare pericoli su Facebook e sperare che i sacchi non volino addosso a qualcuno.

Il vento non si può fermare.
La cattiva organizzazione, invece, sì.

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