Rumenta e disservizi: quando la pazienza dei cittadini finisce
Visto che ormai si parla quasi solo di rifiuti, segnalo che in via Montenotte la raccolta dell’umido è andata a vuoto: i sacchi sono rimasti in strada e nessuno è intervenuto.
Alle 9.30 di stamattina ho provato a contattare la SEAS: dopo più di 10 minuti di attesa al telefono (di cui 8 solo per mettersi in coda), la sensazione che si ha come cittadini è quella di essere presi poco sul serio.
Sentirsi poi dire dall’assessore all’Ambiente, avv. Pasquali, che la competenza è della SEAS (una società partecipata dal Comune stesso), suona ancora più frustrante. Soprattutto considerando che la TARI, sempre più alta, la paghiamo al Comune — anche per garantire i loro stipendi che, di certo, non sono modesti.
Eppure, da parte dell’Amministrazione si continua a chiedere la collaborazione dei cittadini… quando il primo e unico atto formale è stato l’aumento degli stipendi per tutti i cinque anni di mandato, senza prima valutare i risultati e l’efficienza della macchina comunale.
Siamo cittadini stanchi e delusi. E ci chiediamo davvero se qualcuno, in Comune, stia ascoltando.
Una cittadina
Cronache tragicomiche dal mondo del rifiuto urbano.
Nel magico mondo del porta a porta savonese – che ormai sarebbe più corretto definire “porta a ostacoli” – le sorprese non finiscono mai. Perché buttare la spazzatura, oggi, non è solo un dovere civico: è una disciplina olimpica.
Capitolo primo: “Chi vuol raccogliere, si alleni”
Per lavorare in Seas non basta la buona volontà, serve il fiato. I nuovi candidati devono affrontare un percorso ginnico: corsa, slalom con la palla, flessioni, sit-up e perfino box step-up. Praticamente, un misto tra la preparazione dei Marines e la selezione per “Giochi senza frontiere”. Alla fine, chi sopravvive non vince una coppa, ma un contratto e una ramazza. Altro che curriculum: servono polpacci d’acciaio e addominali scolpiti.

Capitolo secondo: “La spazzatura non è uguale per tutti”
I fortunati abitanti di via Scatti, dopo mille richieste ignorate, ce l’hanno fatta: avranno i loro cassonetti condominiali. Il miracolo è avvenuto solo grazie all’intervento del difensore civico. Che, per inciso, ha fatto più lui in una PEC che l’intero assessorato in un anno. Del resto, si sa: i cassonetti sono creature volubili, arrivano solo se invocati da poteri superiori.
Capitolo terzo: “Fitness da sfalcio”
In salita Aquileia la raccolta dello sfalcio è roba da culturisti. Il bidone da 30 chili va trascinato giù per le scale perché, si sa, l’erba è verde, ma la logistica è grigia. E in mancanza di soluzioni alternative, si adotta il metodo antico: forza bruta e un rosario sottovoce.
Insomma, a Savona la raccolta rifiuti è diventata una nuova filosofia di vita. Altro che porta a porta: qui siamo al “portati la porta e pure il bidone”.







