Il nuovo movimento civico del presidente della Regione punta alle prossime elezioni comunali. L’ex sindaca Ilaria Caprioglio nel coordinamento regionale, il sindaco di Andora Mauro Demichelis referente provinciale. Ma dietro il richiamo al civismo si intravede una precisa operazione politica: rafforzare il centrodestra e ridisegnare gli equilibri savonesi.
A Savona, in vista delle elezioni comunali del 2027, arriva un altro protagonista. Si chiama Liguria Insieme, è il nuovo movimento civico promosso dal presidente della Regione Marco Bucci e ha già annunciato che sarà presente con il proprio simbolo alle prossime amministrative.
La conferma è arrivata sabato 24 ottobre, durante la convention organizzata a Palazzo della Meridiana di Genova, davanti a circa duecento partecipanti, tra amministratori, rappresentanti dei partiti e protagonisti del centrodestra ligure.
Bucci ha spiegato che non ricoprirà incarichi nel movimento, ma contribuirà alla sua crescita restando nelle retrovie. Una posizione che lascia poco spazio ai dubbi sul legame politico tra il governatore e la nuova formazione.
Il movimento si presenta come una casa comune per amministratori civici, professionisti e cittadini che non si riconoscono necessariamente nei partiti tradizionali. Ma alla convention erano presenti i principali rappresentanti del centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
Insomma, civismo sì, ma con una collocazione politica che appare tutt’altro che misteriosa.
Ilaria Caprioglio torna sulla scena politica savonese
Il nome che interessa maggiormente Savona è quello di Ilaria Caprioglio, già sindaca della città dal 2016 al 2021, inserita nel coordinamento regionale del nuovo movimento.
Non si tratta di una presenza casuale. Caprioglio aveva già partecipato alle elezioni regionali del 2024 nella lista Bucci Presidente – Vince Liguria, nella circoscrizione savonese. Il suo ingresso nella struttura di Liguria Insieme rappresenta quindi la prosecuzione di un percorso politico vicino al presidente della Regione.
La domanda politica, tuttavia, è un’altra: quale ruolo intende giocare Caprioglio nella prossima competizione elettorale savonese?
Una nuova candidatura a sindaco? Un ruolo nella costruzione della lista? Oppure quello di punto di riferimento di un’area civica capace di raccogliere consensi anche al di fuori dei partiti tradizionali?
Per ora non ci sono annunci ufficiali che permettano di rispondere.
Certamente, la presenza dell’ex prima cittadina nel coordinamento regionale restituisce visibilità politica a una figura che conosce bene la macchina comunale, gli ambienti del centrodestra savonese e le difficoltà di amministrare la città.
Ma porta con sé anche un inevitabile interrogativo: quanto pesa ancora, nell’elettorato savonese, il giudizio sui cinque anni della sua amministrazione?
Perché il civismo può cambiare simboli, alleanze e denominazioni, ma non può cancellare la storia amministrativa dei suoi protagonisti.
Demichelis, l’uomo forte del movimento in provincia. E l’ombra di Scajola
Accanto a Caprioglio troviamo un altro nome particolarmente significativo: Mauro Demichelis, sindaco di Andora, scelto come coordinatore territoriale di Liguria Insieme per la provincia di Savona.
Una scelta che merita attenzione, soprattutto alla luce delle prossime elezioni provinciali del 22 novembre, nelle quali Demichelis è tra i protagonisti della corsa alla presidenza.
E qui il discorso si allarga inevitabilmente agli equilibri politici del Ponente ligure.
Demichelis è una figura politicamente vicina all’area di Claudio Scajola, sindaco di Imperia e presidente della Provincia imperiese. Una vicinanza che rende interessante la sua collocazione alla guida provinciale del movimento di Bucci.
Non significa che Scajola diriga Liguria Insieme, ma è legittimo domandarsi quanto il sistema di relazioni politiche costruito negli anni dall’ex ministro possa incidere anche sulla nuova formazione savonese.
Il rischio, almeno dal punto di vista dell’autonomia politica del territorio, è che le decisioni riguardanti Savona vengano prese sempre più spesso altrove: tra Genova, Andora e Imperia.
Del resto, se Demichelis dovesse diventare presidente della Provincia di Savona, si troverebbe contemporaneamente alla guida di un’istituzione importante e del coordinamento provinciale di una formazione politica impegnata nelle elezioni comunali.
Un doppio ruolo che gli garantirebbe un peso considerevole nella definizione degli equilibri del centrodestra savonese.
Savona 2027: un’altra lista, ma per sostenere chi?
La nascita di Liguria Insieme arriva in un momento particolarmente delicato per la politica savonese.
Il centrosinistra deve ancora sciogliere diversi nodi, a cominciare dalla ricandidatura del sindaco Marco Russo e dai rapporti con le forze politiche che hanno manifestato perplessità sulla prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa.
Il centrodestra, dal canto suo, deve individuare un candidato credibile e soprattutto trovare un accordo tra le diverse anime della coalizione.
Ed è proprio in questo scenario che Liguria Insieme potrebbe giocare un ruolo determinante.
Il nuovo movimento potrebbe raccogliere amministratori, ex consiglieri, esponenti civici e personalità che non intendono presentarsi direttamente sotto i simboli di Lega, Fratelli d’Italia o Forza Italia.
Un’operazione elettoralmente interessante, perché consentirebbe di intercettare anche quella parte di elettorato che non ama i partiti ma non si riconosce nell’amministrazione Russo.
Naturalmente, resta da vedere se si tratterà davvero di una lista capace di coinvolgere energie nuove oppure dell’ennesimo contenitore nel quale ritroveremo nomi già conosciuti.
E soprattutto resta da capire chi avrà l’ultima parola sulla scelta del candidato sindaco.
Caprioglio? Demichelis? I vertici regionali? Oppure i partiti tradizionali?
Per ora le risposte non ci sono. Ma una cosa appare evidente: con Liguria Insieme, la partita per Palazzo Sisto si complica ulteriormente.
Il civismo che piace ai partiti. Purché non tolga loro i voti
Durante la convention di Genova è emersa anche una preoccupazione piuttosto comprensibile da parte dei partiti del centrodestra.
Matteo Rosso, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha chiarito che il nuovo movimento dovrà allargare il consenso della coalizione, non sottrarre elettori alle formazioni già esistenti.
Un avvertimento politico tutt’altro che secondario.
Perché un movimento civico forte può certamente portare nuovi voti, ma può anche sottrarre spazio, candidati e influenza ai partiti tradizionali.
E a Savona, dove il centrodestra non ha certo brillato negli ultimi anni per compattezza e capacità di costruire un’alternativa, il problema potrebbe presentarsi molto presto.
D’altra parte, parlare di movimento indipendente dai partiti mentre si organizza una convention alla presenza dei principali dirigenti del centrodestra è una contraddizione quantomeno curiosa.
Non c’è nulla di illegittimo, naturalmente. Ma sarebbe forse più semplice presentare Liguria Insieme per quello che oggi appare: una componente civica dell’area di centrodestra, con una propria organizzazione e l’ambizione di conquistare uno spazio politico autonomo.
Caprioglio e Russo: il confronto con il passato sarà inevitabile
C’è poi un aspetto che riguarda direttamente la città.
L’amministrazione Russo, arrivata a Palazzo Sisto nel 2021 promettendo un cambiamento rispetto alla precedente giunta Caprioglio, si presenterà al giudizio degli elettori con un bilancio che lascia spazio a numerose critiche.
Dalla viabilità ai cantieri, dal commercio al degrado urbano, fino alle difficoltà nella gestione e valorizzazione di alcune aree cittadine, sono molti i problemi sui quali i savonesi attendono ancora risposte convincenti.
Ma proprio per questo l’eventuale ritorno sulla scena elettorale degli esponenti della precedente amministrazione potrebbe aprire un confronto interessante.
Perché se Russo dovrà rispondere di ciò che non è riuscito a realizzare, anche chi ha governato prima di lui dovrà spiegare quali risultati ha ottenuto e soprattutto quali soluzioni diverse sarebbe oggi in grado di proporre.
Non basta criticare chi governa per dimostrare di saper governare meglio.
È una regola che vale per Russo, per Caprioglio e per tutti coloro che aspirano a guidare Savona.
E sarebbe auspicabile che la prossima campagna elettorale non si trasformasse nell’ennesima competizione tra amministratori presenti e passati, ciascuno impegnato a dimostrare che gli altri hanno fatto peggio.
Più local e meno social? A Savona servono soprattutto risultati
Uno degli slogan lanciati dal coordinatore regionale Matteo Campora durante la convention è stato quello di voler essere più legati al territorio e meno alla comunicazione sui social.
Un proposito condivisibile.
A Savona, però, il problema non è soltanto l’eccesso di comunicazione politica. È la distanza, troppo spesso evidente, tra gli annunci e i risultati.
I cittadini hanno ascoltato promesse sulla viabilità, sul rilancio del commercio, sulla riqualificazione urbana e sulla valorizzazione del patrimonio cittadino.
Ora vorrebbero vedere qualcosa di concreto.
Per questo Liguria Insieme, se vuole davvero distinguersi, dovrebbe cominciare non dalla ricerca dei candidati, ma dalla presentazione di un progetto preciso per Savona.
Quali interventi propone per risolvere i problemi della mobilità? Come intende affrontare il degrado di alcune zone della città? Quale futuro immagina per il commercio, per il porto e per le aree urbane da riqualificare?
E soprattutto, quali errori delle precedenti amministrazioni è disposta a riconoscere, anche quando a commetterli sono stati esponenti oggi presenti nel nuovo movimento?
Sono queste le domande alle quali bisognerebbe rispondere prima di chiedere nuovamente la fiducia degli elettori.
Un nuovo simbolo, vecchie conoscenze. Ma Savona ha bisogno di qualcosa di più
Liguria Insieme si presenta come una novità della politica ligure. Dal punto di vista organizzativo lo è certamente: riunisce sotto un unico simbolo diverse esperienze civiche e punta a diventare un soggetto stabile nella coalizione di centrodestra.
Ma osservando i nomi dei protagonisti, almeno per quanto riguarda Savona, la sensazione è quella di trovarsi davanti soprattutto a una riorganizzazione di figure politiche già conosciute.
Ilaria Caprioglio, Mauro Demichelis e, sullo sfondo, il sistema di alleanze che ruota intorno ai vertici regionali e ai protagonisti storici della politica del Ponente.
Non necessariamente un difetto. L’esperienza amministrativa può essere una risorsa, purché sia accompagnata da idee nuove e dalla capacità di riconoscere gli errori del passato.
Il vero banco di prova sarà capire se Liguria Insieme riuscirà a costruire una proposta autonoma per Savona oppure se finirà per essere soltanto un’altra casella da riempire nella distribuzione dei posti e delle candidature.
Perché a Savona non mancano i simboli, le liste civiche e gli aspiranti amministratori. Quello che continua a mancare, troppo spesso, è una politica capace di passare dalle promesse ai risultati.
E dopo tante esperienze amministrative più o meno deludenti, i savonesi avrebbero almeno il diritto di sapere che cosa cambierà davvero.
Non soltanto chi si presenterà con un simbolo nuovo.






