Tifoserie e Istituzioni: quando il Consiglio regionale si trasforma in una curva da stadio

foto da telenord

C’è un luogo dove si dovrebbe parlare di sanità pubblica, infrastrutture, ambiente, sviluppo territoriale. Un luogo dove si rappresentano cittadini, non fazioni. Quel luogo si chiama Consiglio regionale della Liguria. E invece, oggi,  è andata in scena una piccola farsa calcistica, in pausa lavori ma in pieno spazio istituzionale.

Protagonisti?  Il vicepresidente della Giunta regionale Alessandro Piana,  due consiglieri savonesi Sara Foscolo, Angelo Vaccarezza e il genovese Federico Bogliolo.  Il motivo della goliardata? Esibire t-shirt celebrative della salvezza della Sampdoria con la scritta provocatoria “C siete stati solo voi”, chiaro riferimento agli storici rivali genoani. Una vendetta sportiva, un dispetto da tifoseria – che sarebbe rimasto nei bar o sui social – ma che invece è stato portato dentro il cuore delle istituzioni.

Non è questione di campanilismi o rivalità calcistiche. È una questione di opportunità e di rispetto del ruolo pubblico. Indossare magliette da sfottò calcistico dentro un’aula consiliare equivale a usare la sede della Regione come un palcoscenico da curva. Fa sorridere, certo. Ma lascia anche un retrogusto amaro, soprattutto a chi vive in un territorio – come il savonese – colpito da problemi ben più gravi della sorte di una squadra di Serie B.

Che tre consiglieri savonesi, mentre la provincia fa i conti con tagli, strade dissestate, asili che cadono a pezzi, blackout, ospedali in affanno e una crisi occupazionale profonda, trovino il tempo e la leggerezza per sbeffeggiare il Genoa all’interno del Consiglio regionale, è un gesto che suona stonato e fuori luogo.

C’è anche un aspetto più sottile, e più inquietante. La vicenda della salvezza blucerchiata, tra penalizzazioni a orologeria, playout riscritti e classifiche ribaltate a campionato concluso, ha già sollevato più di un sospetto sulla limpidezza del sistema. Trasformare tutto questo in motivo di festeggiamento istituzionale significa, in fondo, normalizzare l’ambiguità e l’opacità, trasformandola in folclore.

Chi rappresenta i cittadini dovrebbe ricordare di non essere lì per tifare, ma per rispondere. E nel caso dei consiglieri savonesi, sarebbe il caso di rispondere – con serietà – anche a chi si chiede se Savona abbia ancora voce e dignità all’interno della Regione.

Perché i gesti, anche se fatti “in pausa”, parlano più delle parole. E stavolta, hanno detto molto. Troppo.

Condividi

Lascia un commento