Lunedì 9 giugno in Comune si terrà la farsa finale: il grande incontro per decidere quando farà (forse) partire il porta a porta a Savona.
Un progetto improvvisato, gestito nel caos più totale, difeso a oltranza da un Comune che ormai ha perso la faccia pur di non ammettere che SEA-S non è in grado di gestire nulla.
– Non ci sono i giri della raccolta.
– Non ci sono i censimenti completi dei condomìni.
– Non si sa nemmeno quanti mezzi o quanti operatori serviranno.
– E intanto i servizi base… non vengono fatti. Punto.
Questa non è incertezza: è incompetenza, arroganza, sciatteria.
A questo punto il Comune ha due scelte:
Ammettere il disastro, dare ragione all’opposizione e rinviare tutto ad ottobre, sperando che dopo l’estate la gente si dimentichi.
Oppure insistere e partire come un branco di dilettanti, trasformando la città in un caos da “armata Brancaleone”.
Nel frattempo i cittadini di Savona continuano a pagare la TARI a peso d’oro, per ricevere in cambio solo disservizi e prese in giro.






