118, Savona scende in piazza: il territorio dice no alla centrale unica regionale

La protesta contro l’accorpamento del 118 ligure continua a crescere. Dopo la raccolta di oltre 10.000 firme, il Savonese si prepara a una manifestazione pubblica per chiedere alla Regione di fermare il progetto che prevede la concentrazione delle centrali operative in un’unica sede a Genova.

Secondo i promotori, il timore non è legato a una difesa del passato, ma alla qualità del servizio. Il 118, sostengono, è un sistema che deve garantire rapidità di intervento, conoscenza del territorio e capacità di rispondere alle emergenze locali. Per questo motivo ritengono che accentrare tutto in un’unica centrale possa rappresentare un rischio per l’efficienza del soccorso.

Alla mobilitazione hanno aderito amministratori, associazioni, operatori sanitari, sindacati e cittadini, in quella che si preannuncia come una delle più ampie iniziative di piazza degli ultimi anni nel Savonese.

Il messaggio che arriva dal territorio è chiaro: i servizi essenziali non possono essere riorganizzati esclusivamente sulla base di criteri amministrativi o di risparmio economico. Per molti cittadini, la tutela della salute passa anche dal mantenimento di una rete di emergenza radicata sul territorio e capace di rispondere tempestivamente alle necessità della popolazione.

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