Zunato (Lega) : Proposte per la crescita del trasporto ferroviario

La Liguria è una regione orograficamente complessa, con le montagne e le colline a ridosso della costa, a rendere difficile sia gli insediamenti produttivi, sia i trasporti delle persone e delle merci. Per converso, la Liguria rappresenta uno snodo fondamentale per il trasporto merci e la per la logistica, grazie alla presenza dei tre bacini portuali di Genova, La Spezia e Savona/Vado Ligure. Genova, in particolare, è ubicata in corrispondenza di uno dei due vertici di uno dei principali corridoi Europei TEN-T (Genova-Rotterdam) e quindi rappresenta un “asset” strategico non solo per la nostra regione, ma per l’intera l’economia del Nord Italia.

E’ indispensabile partire da tali considerazioni per effettuare una seria analisi ed una pianificazione degli interventi in ambito infrastrutturale. In un mondo sempre più competitivo, è essenziale poter movimentare le merci in modo rapido, efficiente, efficace, economico ma al contempo coerente con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di agenti inquinanti nell’ambiente.

La “green economy” non può essere relegata a futili slogan, né può essere considerata come un serbatoio di risorse da spendere senza ritorni in ambito economico. In questo senso nulla, più del trasporto ferroviario, può coniugare al meglio il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti con una crescita economica sostenibile e sicura. In questo ambito, considerando le attuali (e future) criticità della rete autostradale Ligure, a seguito delle recenti problematiche emerse su numerose gallerie dell’intera tratta, che richiederanno l’attuazione di un piano di “retrofit” della durata di diversi anni, è impensabile pensare di continuare a sovraccaricare ulteriormente strade ed autostrade con camion.

Per raggiungere anche gli obiettivi Europei di “shift modale”, in ottemperanza con il “Libro Bianco dei Trasporti” del 2011 che definisce l’ambizioso piano di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dai trasporti al 2050 del 60% rispetto ai livelli del 1990, è quindi necessario favorire quanto più possibile la crescita dei traffici ferroviari merci, sfruttando al meglio la prossima apertura del Terzo Valico. Ricordiamo che per raggiungere tali obiettivi è fondamentale vi sia un trasferimento modale dei trasporti superiori ai 300 km dalla gomma a mezzi di trasporto più ecologici (mare, ferro) del 30% entro il 2030 e del 50% entro il 2050. Ad oggi siamo ancora molto distanti da tali obiettivi.

Va ricordato come la Liguria rappresenti un unicum in Italia in termini di competenza Ferroviaria ubicata nella propria regione. Come operatori ferroviari sono da citare le Imprese Ferroviarie MIST (Mercitalia Shunting & Terminals), FuoriMuro, InRail, per passare poi all’industria con la Bombardier di Vado Ligure, principale costruttore di locomotive merci e Hitachi Rail per il segnalamento ferroviario a Genova,Ma.Re.Ser. come società esperta nella manutenzione ferroviaria, oltre a società di ingegneria come Segula Technologies, senza tralasciare le società di noleggio ferroviario come Railpool e la presidenza di una importante associazione quale FerCargo rotabili: è necessario che tutte queste energie positive possano essere messe a fattore comune, al servizio dello sviluppo del trasporto ferroviario. Proposte: in questo senso si propongono le seguenti misure: E’ necessario avviare una semplificazione burocratica ed operativa delle attività di movimentazione e carico/scarico merci all’interno dei porti, e delle attività di movimentazione; Occorrerà investire in tecnologia, in termini di digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti, ma anche in termini di utilizzo di tecnologie innovative al trasporto; in questo senso è lecito pensare ad esempio ad investimenti in locomotive di manovra a batteria, in maniera da migliorare ulteriormente l’impronta ecologica del trasporto, migliorando contestualmente le condizioni di lavoro degli operatori ferroviari portuali.

Tali investimenti potrebbero essere effettuati da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e messi a disposizione delle Imprese (proseguendo un esempio virtuoso avviato alcuni anni orsono dall’allora Autorità portuale di Savona). E’ altresì fondamentale estendere il corridoio TEN-T Genova-Rotterdam almeno fino al porto di Savona/Vado: si tratta di poco meno di 50 chilometri di percorso, il cui inserimento all’interno di tale corridoio potrebbe costituire un volano per una crescita dei traffici “da e per” la Liguria in ambito internazionale.

Bisognerà rendere efficace ed efficiente il trasporto merci verso la Francia, un mercato ancora inespresso ma potenzialmente importante per il congiungimento con il cosiddetto “Corridoio Mediterraneo”, mediante la prioritizzazione ed accelerazione del raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure (opera peraltro già inserita nella nuova programmazione del Ministero). Sempre in questo ambito è necessario consolidare le relazioni con la Francia per definire insieme un piano di sviluppo omogeneo anche al di là del confine. Sarà necessario intervenire sul corridoio da Savona verso il Piemonte attraverso lo snodo di San Giuseppe di Cairo. Pur trattandosi di una tratta con grande acclività è possibile pensare a degli shuttle dedicati verso il basso Piemonte per specifiche tipologie di trasporto in grado di creare nuova capacità e decongestionare la linea costiera.

In questo ambito la linea Savona-Torino va potenziata anche in ambito passeggeri, con servizi a maggior cadenzamento a supporto dell’economia del Turismo. Infine sarà indispensabile accelerare la realizzazione di tutte le opere complementari legate al cosiddetto “Ultimo Miglio Ferroviario”, in cui è prioritario pensare e pianificare un migliore collegamento tra porti / interporti e la rete ferroviaria (nodo di Genova, collegamento tra il Porto di Vado Ligure e Parco Doria a Savona). Molti degli interventi sopra citati sono in discussione, in via di esecuzione o già cantierati; data la loro strategicità, è fondamentale accelerarne la realizzazione, anche pensando di adottare, quando possibile, il cosiddetto “Modello Genova”. E’ però altrettanto importante la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, a partire dagli operatori logistici, per giungere fino agli spedizionieri, gli operatori di manovra, gli esperti in tecnologie, le Imprese Ferroviarie. Il ruolo della politica è questo: creare le condizioni affinché gli operatori dei vari settori industriali/produttivi della nostra Regione siano messi nelle condizioni di fare sistema con le rappresentanze politiche territoriali.

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