TPL e le pretese della Provincia

La Provincia detiene il 32,26% (no il 42, 26%) delle quote di Tpl e dopo essersi battuta per far eleggere Franco Orsi presidente (mossa non riuscita) ora non vuole mettere soldi per il trasporto.

Con il passaggio in house dell’azienda, la Provincia, avendo le quote di maggioranza, diventerebbe l’ente di controllo analogo, un super controllo come quello che il Comune di Savona ha nei confronti di Ata, controllo che il Comune, ahimè, non ha mai utilizzato.

Per questo motivo il Presidente della Provincia per controllare l’andamento dell’azienda pretenderebbe un direttorio di 7 persone.

Con l’affidamento in house dell’azienda il 10% deve essere esternalizzato e indire la gara per scegliere il soggetto tocca alla Provincia che, essendo l’ente appaltante, in teoria, le spettano i proventi che poi dovrebbe passare a Tpl.

Con tutti questi “privilegi” la Provincia ora detta delle condizioni e non vuole partecipare alle spese gestionali della società.

Il Sindacato e la Presidente Sacone che fanno? Tacciono

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