TIRRENO POWER risposta del MODA a Burlando

CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO-QUILIANO

RISPOSTA DEL MODA AL PRESIDENTE REGIONALE BURLANDO

 

Prendiamo atto che il Presidente Burlando oggi (La Stampa del 18 Giugno 2010) confermi con chiarezza come la Regione Liguria abbia dato parere negativo all’ampliamento di T. Power in contrasto con il suo Presidente Pd della Commissione regionale per le Attività produttive  Miceli che si era dichiarato possibilista per l’ampliamento a carbone. In questa occasione il Presidente Burlando ricorda anche che ritiene opportuno “esaminare nella sua interezza tutto il rapporto tra centrale e territorio, sia dal punto di vista ambientale …sia da quello occupazionale”.

Sig. Governatore, forse abbiano pensato male, ma la storia di questa “Centrale in città” non è priva di pericolose contraddizioni e tra le più eclatanti è quando la Commissione Scientifica di Spotorno con l’Istituto Superiore di Sanità richiese il depotenziamento e la metanizzazione di questa centrale a carbone (VEDI)

In mezzo alle case, proposta accettata universalmente da Comuni e Provincia, compreso l’attuale Presidente Vaccarezza, e votata fino al 2007 con la delibera di completa metanizzazione del Comune di Savona…ma al contrario ci ritroviamo oggi non con la centrale depotenziata a 600 Mw, ma con l’impianto potenziato a 1.420 Mw rispetto ai precedenti 1.280 Mw e addirittura con l’occupazione scesa dalle 556 unità del 1985 alle sole 224 unità del 2006.

A nostro parere rimangono ancora oggi dei problemi cruciali che gli Enti locali (Comuni, Provincia e Regione) non hanno ancora pienamente riconosciuto e affrontato:

  1. Il mancato rispetto dalle normative Ue Ippc 96_61 e relativi decreti applicativi della Legge italiana D.lgs.04/08/99 n°372 e D.Lgl. 59/05. I gruppi 3 e 4 a carbone infatti da più di 10 anni almeno funzionano in violazione della Legge e sprovvisti della obbligatoria certificazione A.I.A. Sono fuorilegge perché essendo obsoleti , non utilizzando le BAT “miglior tecnologia disponibile”, producono oggi eccessivo inquinamento e non possono essere autorizzati con l’A.I.A.
  2. Il maggior livello di mortalità standardizzata d’Italia per tumori totali in Provincia di Savona (2005) con il continuo incremento dell’incidenza di malattie cardiache e tumorali ed enormi costi esterni della centrale valutabili oggi per la Ue in circa 140 milioni di euro/anno (valutazioni utili da considerare visti sui costi della Sanità regionale).( VEDI )
  3. I frequenti superamenti negli anni dei Limiti di legge in particolare per le polveri sottili cancerogene e cardiotossiche Pm10 e Pm 2,5, come indicato da misure satellitari di ESA (Agenzia Spaziale Europea) e da studi sui licheni.
  4. I livelli occupazionali che, a parità di investimenti, si possono incrementare ben di più con le energie rinnovabili rispetto alle centrali a carbone .

Il MODA ritiene quindi che ricorrere al TAR solo contro l’ampliamento a carbone della centrale, con motivazioni per lo più formali, sia un atto oggi da parte degli Enti Locali utile ma non più sufficiente.

Non ritiene il Presidente Burlando, La Provincia di Savona ed i Sindaci di Vado, Quiliano, Savona ecc. che oggi sia necessario prima di tutto un energico impegno politico-istituzionale-amministrativo per imporre, nel rispetto della Legge, la chiusura degli obsoleti inquinanti gruppi 3 e 4 a carbone che risalendo agli anni ’60 non sono tecnicamente ristrutturabili con le BAT (vedi addirittura la richiesta dei Sindaci di Vado e Quiliano del 2009 …VEDI ) per trovare così un minimo equilibrio tra l’industria energetica e il grave impatto della combustione del carbone sul territorio che ormai è del tutto intollerabile dal punto di vista non solo sanitatio ma anche economico e anche per l’attività turistica di tutta la nostra Provincia?

Cordiali saluti,

Virginio Fadda e Agostino Torcello

M.O.D.A. Savona

Savona, 18/06/2010

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