Sotto l’alternanza Renato/Remo Zunino, a Celle, varie e importanti costruzioni sembrano avere avuto destini per certi versi simili.

Col sequestro  del cantiere dell’Ex Albergo Pescetto, avvenuto in questi giorni da parte della Procura della Repubblica di Savona, sembrerebbero ancora una volta ripresentarsi “anomalie” in fase di costruzione, non sappiamo se di carattere burocratico o di difformità di costruzione (forme e/o volumi difformi dal progetto originale).

Anni fa, con sindaco Remo Zunino, i lavori del cosiddetto Ex Rilevato Ferroviario iniziarono con un progetto e terminarono con un altro, diverso da quello originale, anche in quel caso, durante i lavori di costruzione, ci furono sequestri del cantiere da parte della Procura della Repubblica e dei NOE di Genova:  in estrema sintesi:

– la Palazzina (della Farmacia) fu raddoppiata nel numero di appartamenti e ovviamente aumentata in volumi e superfici, aumentando i profitti

– il torrente Santa Brigida fu deviato sotto la piazza della Stazione per far posto alla Palazzina aumentata di volumi

– un piano di box interrati non previsto “prese forma” a lavori iniziati, in conseguenza a una relazione del geologo del committente che asseriva di aver trovato suolo inadatto alla fondazione al livello previsto dal progetto originale. Col maggiore scavo (di 4 metri), si trovò il terreno adatto, a questo punto il Comune consentì, al costruttore, di costruire un ulteriore piano di box (interrati), e vendere quasi un centinaio di posti in più del previsto; in contropartita costruì, “al grezzo”, (cioè solo il cemento armato), la struttura  denominata “Ex Cinema Giardino”, ancora oggi, dopo quasi 10 anni, incompiuta e abbandonata a se stessa.

Del Pennello del Buffou ricordiamo che la Regione Liguria aveva prescritto la costruzione dal mare per tutelare l’esistenza delle Posidonie presenti in quel fondale (alghe marine tutelate dalla Unione Europea); si aggiudicò l’appalto la ditta Cofor di Reggio Calabria (…) la quale sùbito dopo avvisò il Comune di non avere a disposizione un pontone per posare i massi dal mare; il Comune approvò la costruzione da terra con sversamento in mare di sabbia e Terre, con buona pace delle povere Posidonie.

Questo detto in poche parole, in realtà furono anni di lotte sia dei Gruppi Consiliari di Opposizione che di singoli Cittadini (Luigi Bertoldi in primis), per tutelare e mantenere i progetti originali.

Perché scrivo questo? Perché ogni cittadino interessato a questi avvenimenti abbia l’opportunità di conoscerli documentandosi, per farsi una propria idea, basata solo sui fatti e per dare, domenica, un voto il più consapevole possibile.

Celle  Ligure dalla Cofor della ‘Ndrangheta a Pesce

Celle Ligure COOPERATIVE EDILIZIE = SECONDE CASE Con speculazioni intermedie

Carla Venturino

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