|
Scalata Bnl, anche Berneschi a giudizio
Affiancò Fiorani e votò
la sua lista "sulla base della simpatia"
Dei 45 imputati, 28 sono
stati mandati a processo. Fra loro anche l´ex
governatore Fazio
MARCO PREVE
La "simpatia" provata (all´epoca)
per l´allora star della finanza Gianpiero
Fiorani, è costata il rinvio a giudizio per
aggiotaggio a Giovanni Berneschi presidente di
Carige. Ieri, a Milano, al termine di una
combattuta udienza preliminare il giudice Luigi
Varanelli ha rinviato a giudizio i presunti
responsabili di uno dei capitoli più spinosi
dell´estate dei "furbetti del quartierino", il
tentativo di scalata occulta alla banca Bnl da
parte dell´Unipol. Dei 45 imputati, tra persone
fisiche e giuridiche, 28 sono stati mandati a
processo, tre hanno patteggiato, gli altri sono
stati prosciolti.
Con Berneschi andranno a processo gli ex vertici
di Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti,
l´ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio,
l´attuale presidente Unipol Pierluigi Stefanini,
il finanziere bresciano Emilio Gnutti, gli
immobiliaristi Stefano Ricucci, Danilo Coppola e
Giuseppe Statuto. Processo anche per un politico
molto vicino a Carige, l´europarlamentare del
Pdl Vito Bonsignore (il figlio Luca è azionista
del gruppo). L´ex amministratore delegato della
Popolare di Lodi Fiorani ha già patteggiato sei
mesi di pena. Il presidente di Carige era,
secondo l´accusa, uno dei partecipanti al patto
occulto. Un ruolo che ha già causato a Carige
una multa da 150 mila euro da parte della
Consob. La Commissione di controllo della Borsa
ha così colpito la mancata pubblicazione dei
patti parasociali stipulati da Unipol nel maggio
2005 con Banca Popolare Italiana (già Popolare
Lodi), da Carige e altri istituti, sull´acquisto
concertato di azioni Bnl per fermare gli
spagnoli del Banco di Bilbao.
Aldilà degli aspetti tecnico finanziari, le
scelte del ruvido presidente di Carige sarebbero
state dettate anche da ragioni emotive. Durante
la sua audizione in Consob del 5 maggio 2005
relativa ad un´altra scalata di Fiorani, quella
ad Antonveneta, a Berneschi fu chiesto di
spiegare l´appoggio di Carige a Fiorani. Ecco il
verbale: «Aggiunge - è scritto nel resoconto
riferito a Berneschi - che in occasione
dell´assemblea Antonveneta loro hanno votato per
la lista della Bpl, vedendo nel sito di
Antonveneta le liste proposte e decidendo sulla
base della simpatia. In particolare dichiara di
non aver voluto votare per la lista proposta da
Abn Amro poiché con quest´ultima ha avuto
un´esperienza negativa in relazione al
fallimento di una società genovese di
crocieristica, la Festival, di cui era advisor
proprio Abn Amro. Tale vicenda comportò per la
Carige una grossa perdita».
IL SECOLOXIX
|
Scalata Bnl, Fiorani paga 13mila euro ed evita il processo
|
|
in aula il primo febbraio
|
|

|
|
|
Patteggia l'ex ad della Popolare di Lodi. Rinvii a giudizio per Fazio, Consorte e altri indagati, tra cui Berneschi (Carige)
19/09/2009
Milano. A Gianpiero Fiorani uscire di scena dal processo per la scalata Bnl costa 13.680 euro. A tanto ammonta la sanzione pecuniaria per il patteggiamento della pena alternativa ai sei mesi di carcere. L'ex ad della Banca di Lodi, in verità, ci aveva pure ripensato: dopo aver chiesto il patteggiamento, nei giorni scorsi il banchiere aveva tentato di ottenere la revoca. Troppo tardi, richiesta respinta dal Gup Luigi Varanelli nell'udienza preliminare di ieri che così ha deciso: si va a processo per una delle scalate dell'estate 2005 dei "furbetti" con 28 rinvii a giudizio, tre patteggiamenti e quattordici proscioglimenti. Oltre a Fiorani, il banchiere che per riconoscenza voleva baciare in fronte il numero uno di Bankitalia Antonio Fazio (anche lui rinviato a giudizio), ha patteggiato la pena anche il suo braccio destro Gianfranco Boni (due mesi di reclusione in continuazione con due condanne già subite in precedenza) e Bpi (ex Lodi) come società. Il conto è, in quest'ultimo caso, più salato: 228.148 euro.
Per tutti gli altri indagati eccellenti, ora si attende il processo, che partirà il primo febbraio del prossimo anno. Oltre al numero uno di Unipol Giovanni Consorte e al suo allora braccio destro Ivano Sacchetti, saranno giudicati Carlo Cimbri e Pierluigi Stefanini, all'epoca rispettivamente direttore generale di Unipol e presidente di Holmo, la controllante della compagnia di via Stalingrado. Con loro, verranno processati i "contropattisti" cui faceva capo il 26,78% di Bnl, l'imprenditore Gaetano Caltagirone, ideatore del contropatto che si opponeva al patto ufficiale tra Bbva, Generali e Dorint, l'eurodeputato del Pdl Vito Bonsignore, gli immobiliaristi Danilo Coppola, Giuseppe Statuto e i fratelli Lonati. A processo vanno anche i rappresentanti della banche che avrebbero rastrellato segretamente con Unipol il 24,128% di Bnl, consentendo così a Consorte di disporre del 51% della banca già prima dell'annuncio dell'Opa. Tra questi, Giovanni Berneschi, Giovanni Zonin e Divo Gronchi, che avrebbero partecipato alla scalata nelle qualità di presidente di Banca Carige e presidente e amministratore delegato della Popolare di Vicenza. Ma chi girò la regia della clamorosa scalata furono, secondo la Procura, l'ex numero uno di Palazzo Koch, Antonio Fazio, e l'allora capo della Vigilanza di Bankitalia, Antonio Frasca. I giudici dovranno chiarire se effettivamente le massime autorità dell'organo di controllo, col pretesto della difesa dell'italianità della banche, si adoperarono perché il controllo di Bnl passasse a una società che non aveva i requisiti per l'offerta invece che alla banca spagnola. Le accuse, a vario titolo, erano di insider trading, aggiotaggio e ostacolo all'autorità di vigilanza. Tra i prosciolti, il costruttore Marcellino Gavio.
Il principale imputato, Consorte, in attesa del processo già affila le armi: parla di "stupore" per il rinvio a giudizio, proclama la sua "estraneità" ai fatti e attacca. «Sono certo che i fatti in sede di dibattimento mi daranno ragione. In quella sede, ovvero a "porte aperte", mi verrà consentito di fare piena luce su diversi elementi e metodologie d'indagine, attinenti l'intera mia vicenda giudiziaria, che hanno lasciato perplessi sia me che i miei legali». Consorte lamenta «un lungo elenco di "disattenzioni" e/o "omissioni" e di forzature procedurali che è mia ferma intenzione portare all'attenzione della pubblica opinione, con ogni mezzo divulgativo». Per questo Consorte chiederà«lo svolgimento del processo Bnl alla presenza dei principali organi di comunicazione».
Sa. C.
|
|

|