Ferrania e la centrale a Biomasse

Da cinque anni la vicenda Ferrania occupa i pensieri delle amministrazioni comunali, provinciali, regionali e dei governi che si sono succeduti.
 Mille progetti che si sono seguiti in questi anni, realizzati? Nessuno.

Oggi si parla di partecipazione dell’azienda nella produzione di materiale fotovoltaico e “ultima ratio” la famosissima centrale a biomasse. Centrale al singolare anche se nella stesura del primo fantasioso piano industriale le centrali dovevano essere 10. Il primo progetto fu presentato con enfasi dal Signor Genta ed era già allora a nostro avviso una bella favola.

Oggi si parla addirittura di una centrale a biomasse di 10 mgw che dovrebbe funzionare con il carburante fornito dai boschi della valle bormida e se cosi fosse dopo un anno avremmo la desertificazione del verde della valle stessa.

In tutta questa vicenda, sullo sfondo restano i lavoratori in cassa integrazione, quelli che vedono approssimarsi il pericolo della mobilità e quelli che già  percepiscono il sussidio della cassa integrazione in maniera irregolare e con gli ormai abitudinari ritardi nei pagamenti. Noi ci sentiamo vicini a loro e combattiamo per far si che essi non siano dimenticati.

Infatti di questi ultimi si parla solo per fare dei numeri e valutare i fantasiosi e fantastici progetti per l’occupazione che verrebbe generata dalla realizzazione dei prodotti fotovoltaici, dalla centrale a biomasse, dall’utilizzo del reparto chimico (ormai obsoleto).

In buona sostanza dire se si è d’accordo o meno sulla realizzazione della centrale a biomasse è un esercizio sterile che alcune forze politiche si esercitano a fare per dimostrare di essere ancora vive e presenti e dare l’illusione di contare ancora qualcosa nel panorama decisionale della nostra provincia.

Noi lo dicemmo fin dall’inizio che era tutto inutile e che occorrevano drastici provvedimenti risolutori. Come spesso accade fummo inascoltati e in alcuni casi anche derisi.

Oggi dopo 5 anni di false promesse di illusioni ci sentiamo di dire che per Ferrania decideranno in altro luogo quando sarà il momento opportuno, ma che i lavoratori in primo luogo e  il territorio non conteranno nulla, prevalerà solo la volontà degli speculatori che aspettano la fine dell’agonia della Ferrania.

Dire se siamo d’accordo o meno sulla costruzione della centrale a biomasse e un esercizio che stanti le condizioni attuali non ci sentiamo di fare per non essere complici di nessuno.

Giorgio Magni Pcl Savona

Simone Anselmo coordinatore Provinciale Pcl Savona