News da Palazzo Sisto  a cura della redazione del TG4Sisto

 Poveri dipendenti comunali savonesi. Dopo il comitato paritetico per il mobbing, è in arrivo il codice di regolamentazione per l'uso degli strumenti informatici (p.c., internet, posta elettronica), del telefono, del fax e delle fotocopiatrici.

                                          I FATTI

E' solo di pochi giorni fa la notizia della costituzione, da parte della Giunta del Comune di Savona, del comitato paritetico antimobbing. Evento che, anzichè essere accolto con favore da parte degli impiegati di Palazzo Sisto, ha suscitato non poche perplessità e notevoli timori sull'effettiva utilità di questo organismo. In particolare, a sentire i numerosi commenti nei corridoi del “palazzo”, sono i nomi dei componenti il comitato proposti dal Comune che creano molti dubbi su una possibile attività seria e corretta dello stesso. Il dito viene puntato senza alcuna esitazione sulla presenza nel comitato della dirigente dell'ufficio della gestione risorse umane, che, a sentir dire, ha sempre avuto prese di posizione rigide e molto critiche nei confronti del personale in generale e in particolare di chi, tra il personale dipendente, ha lamentato disagi vari sul posto di lavoro. E a riprova di ciò, vengono portati ad esempio gli ultimi casi di presunto mobbing, che, pare, abbiano origine da provvedimenti di trasferimento di personale nonchè susseguenti provvedimenti disciplinari, a carico sempre dello stesso personale, emessi dalla predetta dirigente. La quale, inoltre, in fase di conciliazione ha sempre respinto le motivazioni dei ricorrenti e in fase processuale, davanti al Giudice del lavoro, ha testimoniato contro gli stessi.

Inoltre, pare che sia di imminente emissione l’ennesimo provvedimento disciplinare a carico di uno dei ricorrenti. 

Ma i problemi per i “palazzosistini” non terminano qui. E' in fase di arrivo una sorta di regolamento, o meglio un codice di regolamentazione, per l'uso degli strumenti informatici, quali i p.c., e per la “navigazione” in internet, l'invio di posta elettronica, l'uso del telefono, del fax e dei fotocopiatori. Il codice non è ancora in vigore perchè deve essere esaminato dalle rappresentanze sindacali. Ma già qui sorgono i primi problemi. Infatti le indicazioni del garante della privacy dispongono che tale regolamento debba essere creato dall'Amministrazione comunale unitamente alle rappresentanze sindacali, mentre di fatto è stato trasmesso già bello e pronto alle RSU, quasi a dire “è questo, prendetene atto”..

Ma, a parte l’aspetto formale, è la sostanza che dovrebbe interessare gli impiegati. Infatti, addio momenti di svago in internet magari per leggere le ultime notizie, per vedere le previsioni del tempo, per leggere su “UOMINILIBERI” fatti e notizie spesso ignorate dalla carta stampata che riguardano la giunta che gli amministra. Tutto questo diventerà prestissimo un ricordo. Il nuovo codice di regolamentazione vieta tutto e, di fatto, permetterà al personale del CED di controllare da remoto tutti i p.c., di avere su di essi libero accesso, di controllare le pagine web visitate e le mail inviate e ricevute. Insomma, una specie di Grande Fratello orwelliano (da non confondere con il programmaccio televisivo) controllerà tutto, in barba a ogni forma di privacy. E se a questo si aggiunge che, lo stesso regolamento, vieta e permette di controllare le telefonate personali in uscita ma anche quelle in entrata, il quadro è completo.

Viene spontaneo porsi una domanda. I controlli sui singoli p.c., sulle pagine web visitate e le mail inviate, le telefonate effettuate e ricevute, e quant’altro, come saranno effettuate? Cioè con che criterio saranno scelti i dipendenti da controllare? Sorge un sospetto. Non è che questo regolamento andrà a costituire un'arma in più con cui colpire i “rompiscatole” o presunti tali?