Parere della commissione tecnica di
verifica dell’ impatto ambientale – VIAe VAS
del Ministero dell’ ambiente e delle tutela del territorio e del mare
sulla richiesta di ampliamento a carbone della centrale di Vado – Quiliano.
Non c’è limite al peggio.
Come i lettori sapranno avevo già espresso dure critiche nei confronti dei pareri dei comuni di Quiliano e della Regione Liguria sul progetto di ampliamento a carbone della centrale di Vado Quiliano.
-Al Comune di Quiliano rimproveravo in particolare di non aver stressato problematiche importantissime ma solo accennate, suggerite in maniera cortese ma non abbastanza convincente, senza presentare numeri e calcoli, che, in occasione di un giudizio su un progetto complesso come quello in discussione, erano necessarie e indispensabili.
-Le critiche alle osservazioni della Regione erano sicuramente più profonde, perché riguardavano il nocciolo della questione, l’ aver dato per scontati i dati ambientali riferiti da Tirreno Power.
Nel
parere della Regione si dichiarava “le
conclusioni a cui giunge la relazione di incidenza sono sostanzialmente
condivisibili”; vale a dire:
concordiamo con i dati forniti da Tirreno Power, e non abbiamo nulla da eccepire
sulla correttezza della dichiarazione di emissioni di particolato. (Sorvolando
sulle emissioni di alcune migliaia di tonnellate di polveri secondarie non
dichiarate!).
In quel parere però si fornivano alcune
motivazioni , secondarie a mio giudizio, ma comunque a contrasto dell’
ampliamento della centrale, dando dimostrazione almeno di conoscere le tematiche
prese in esame, ed alcune criticità e molte omissioni fatte da Tirreno Power, da
cui derivò un parere sfavorevole, sebbene un po’ traballante.
Ma il parere della commissione ministeriale ha battuto tutti, li ha veramente
surclassati in disinteresse, superficialità, mancanza di conoscenza dei problemi
del territorio, pigrizia.
Si, pigrizia, perché il parere non è altro che un copincolla di alcuni brani
della sintesi non tecnica del progetto presentato da T.P., senza alcuna analisi
originale e critica dei dati.
Un’ accettazione passiva di documenti, che fa apparire il tutto un vero “pro
forma”.
Ma anche la composizione della commissione è inquietante: sono chiamati ad
esprimere giudizi su problematiche che riguardano in primis la
tutela della salute dei cittadini un
gruppo di ingegneri, architetti e
avvocati, ma nemmeno un medico.
Si parla scorrettamente di PM10 come polveri fini, mentre esse sono definite
dalla comunità scientifica (ma ormai lo sanno anche gli asini) come polveri
grossolane, mentre parlano di polveri ultrafini quando si riferiscono alle PM
2,5, che invece sono polveri fini.
Anche per loro, come per T. P., non sono ancora state scoperte le polveri
secondarie, che si formano in atmosfera dagli ossidi di azoto e dagli ossidi
di zolfo, e rappresentano in termini quantitativi la parte preponderante e più
tossica delle polveri, e cioè almeno 30 volte di più di quello che viene
dichiarato nel progetto.
La cosa non è di secondaria importanza, perché la commissione giustifica l’
entrata in funzione del terzo gruppo al carbone con il fatto che si avranno
valori di emissioni
di polveri che non rispecchiano affatto
la realtà .
Inoltre, per citare solo poche riflessioni:
come fanno ingegneri, architetti o
avvocati a prescrivere degli studi epidemiologici, a disquisire sulla non
pericolosità delle emissioni di metalli pesanti, sulle ricadute sanitarie nulle
degli isotopi radioattivi emessi dal nuovo gruppo a carbone?
Molto semplice: copiano esattamente ciò che a riguardo scrive il proponente
dell’ opera.
(Ve lo dice uno che ha letto e
studiato approfonditamente tutto il progetto, non solo la breve sintesi non
tecnica, fatta per i giornalisti).
Spero proprio che queste osservazioni preliminari non rimangano lettera morta,
ma vengano riprese dagli organi competenti e dai movimenti e gruppi organizzati
onde opporre una efficace opposizione all’
ampliamento della centrale a carbone, e possano finalmente portare anche i più
restii a capire come la combustione del carbone non sia compatibile con la buona
salute dei cittadini.
Dottor Paolo Franceschi
Referente scientifico della commissione Ambiente e Salute dell’ Ordine dei Medici di Savona.