L'attacco  di Rifondazione...LEGGI

Ma che malafede o incompetenza: le cose che ho dichiarato sono vere e verificabili: riporto di seguito il paragrafo in questione: T. P. dichiara  BIODIVERSITA’: sono tenuti in considerazione i SIC presenti in un intorno di 15 km dal sito dell’impianto, quindi la zona umida del rio Solcasso IT1323206 (per cui è proposto il “declassamento” a SIR), la Rocca dei Corvi IT1323203, i fondali Noli-Bergeggi IT1323271, la foresta di Cadibona IT1322326.

Sono citati anche il Parco del Beigua e la Riserva Naturale Regionale di Bergeggi,nonché il Santuario dei Cetacei. Non essendo prevista alcuna interferenza fisica intesa come frammentazione o occupazione di habitat, le interazioni possono derivare da:

- emissioni in atmosfera: le stime di ricaduta di inquinanti sui siti indica valori analoghi sia per lo scenario attuale che per il post operam, comunque ben al di sotto dei limiti indicati dalla normativa (DM 60/2002) per la tutela degli ecosistemi (per le polveri si fa riferimento al limite per la salute umana, ampiamente rispettato);

 

- emissioni acustiche; le emissioni dell’impianto alla distanza dei SIC indicati risultano nulle;

 

- prelievo e scarichi idrici: la prevista razionalizzazione dei consumi idrici a maggior ragione implica l’assenza di incidenza sulle aree tutelate. Per quanto riguarda lo scarico a mare, si richiama la modellizzazione svolta, il rispetto dei limiti di legge, e si afferma che comunque le alterazioni interessano gli strati superficiali e non arrivano a far risentire i propri effetti sui popolamenti bentonici. Le aree marine protette individuate sono in ogni caso estranee a qualunque interferenza dovuta a tali scarichi.”

 

Quindi T. P. non parla mai di PM secondarie, che sono almeno  30 volte maggiori in termini quantitativi rispetto alle PM primarie, sono tutte polveri sottili PM 2,5, perciò le più pericolose per la salute, e derivano dalla trasformazione degli ossidi di azoto e di zolfo in particelle di nitrati e solfati, estremamente tossiche per la salute, calcolabili in alcune migliaia di tonnellate/anno, che, a confronto delle 153 tonnellate/anno di PM secondarie non sono poca cosa.

In più T. P. fa riferimento alla normativa del D.M. 60/2002, (che informo i compagi di Rifondazione Comunista  prevede la misurazione di PM 10 e PM 2,5), mentre notoriamente le centraline della T. P. misurano solo il PTS (particolato totale sospeso, altrimenti denominato particolato ultragrossolano).

Nonostante tutto ciò, T. P. si permette di affermare ( senza  aver mai fatto alcuna misurazione anche per la situazione attuale),  che il limite per la protezione umana è ampiamente rispettato.

 

Qual’ è il commento della Regione? : che “le conclusioni della relazione di incidenza sono sostanzialmente condivisibili.”

 

Il tutto appare ovviamente ridicolo, come ridicolo il commento che ne dà l’ articolo riportato: sappiamo che gli studi sulla biodiversità eseguiti negli anni passati hanno sempre dimostrato cattiva qualità dell’ aria nell’ area vasta della centrale, che comprende ovviamente anche i SIC, tanto da paragonarla a quella delle aree più inquinate della Pianura Padana.

 

Ma quel che è peggio è che anche nelle altre sezioni del parere della Regione si sottovaluta sfacciatamente   il tema della enorme emissione di polveri secondarie, che viene solo sfiorato, senza fornire alcun dato numerico, tema  sul quale invece andrebbe puntata la massima attenzione, sia perché si tratta di un dato  di fondamentale importanza per determinare i rischi sanitari connessi    all’ inquinamento di una centrale a carbone, sia perché il non accennarne neppure, come fa T.P. nella sua relazione, costituisce una gravissima omissione, che deve essere stigmatizzata dalla commissione regionale, tanto più se si desidera dare un parere sfavorevole alla realizzazione del progetto.

 

Chiudere un occhio su questo argomento da parte della Commissione Regionale equivale  di fatto a trascurare, da parte del Pubblico Ministero, il capo d’ accusa di gran lunga più importante in un processo.

Sappiamo ad esempio che attualmente la valutazione del danno sanitario viene fatta in base ai valori di emissioni di ossidi di azoto, di zolfo e di PM 2,5 da una centrale a carbone. (Levi 2009, Università di Harvard), in quanto dalle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo si può risalire alle emissioni di PM 2,5 secondarie, per le quali è previsto un danno esterno, in regioni intensamente popolate, fino a  500.000 mila dollari all’ anno in termini di malattie e morti: perché la Regione non ha fatto riferimento a studi simili a questo (studi analoghi, anche se meno precisi erano già stati pubblicati prima del 2007, basti pensare al progetto Externe della Comunità Europea).

Secondo lo studio di Levi, i danni sanitari di una centrale elettrica con emissioni paragonabili a quella di Vado Ligure potrebbero raggiungere i 400 milioni di dollari all’ anno ( i costi sono tanto maggiori quanto più è densamente popolata l’ aea in cui sorge una centrale a carbone, per cui sono massimi quando la centrale sorge in città).

 

In conclusione consiglio ai compagni di Rifondazione di pensarci due volte. prima di dare dell’ incompetente o del disonesto a qualcuno,

 

Paolo Franceschi