Dichiarazioni di Canonica ai giornali
RISPOSTA ISDE
A proposito
degli articoli pubblicati su Secolo e La Stampa del 13.9.08 sul recente
Congresso Nazionale di Pneumologia
di Genova, cui rimando
il Lettore... leggi..., è doveroso fare alcune puntualizzazioni:
La Parietaria, l’ ulivo, gli animali domestici sono sempre esistiti nel mondo
occidentale, anzi, quando la popolazione era prevalentemente rurale l’
esposizione era anche maggiore rispetto ad oggi.
Eppure è negli ultimi decenni che le allergie, specie respiratorie (rinite
allergica e asma) sono in continuo e progressivo aumento.
Oggi l’ allergia ai pollini è più frequente nelle città che nelle zone rurali,
pur essendo le piante allergeniche più diffuse al di fuori delle città.
In passato l’ allergia colpiva una piccola percentuale
di popolazione, prevalentemente infantile, che spesso con il passare
degli anni tendeva a guarire dai sintomi in maniera definitiva.
Attualmente invece si assiste ad un aumento dei casi di allergia ed asma a tutte
le età.
Non è infrequente visitare nei nostri ambulatori nipote, figlia e nonna
che presentano
l’ insorgenza dei sintomi asmatici ad età molto diversa: il bimbo intorno
ai 6-8 anni, la mamma fra i 35 e 45
anni, la nonna fra i 60 e 70
anni. E’ verosimile che se la nonna avesse vissuto la sua infanzia in condizioni
simili a quelle del nipotini, sarebbe diventata asmatica molto prima.
Questa profonda trasformazione epidemiologica dell’ asma trova una spiegazione,
accreditata da molteplici recenti ricerche scientifiche, nei mutamenti
ambientali che si sono verificati a causa dell’ inquinamento atmosferico. L’ inquinamento non solo accresce la frequenza e la gravità delle
manifestazioni allergiche, ma ne aumenta anche l’ incidenza.
Fra i principali responsabili di questo aumento dell’ incidenza di nuovi casi di
asma sono :
l’ Ozono, gli ossidi di azoto e di zolfo, le polveri sottili,
principalmente quelle derivate dalla combustione del carbone e il particolato
incombusto dei motori diesel.
In Liguria, a parte Genova con i suoi oltre 600000 abitanti, la principale fonte
di questi inquinanti è dato dalle centrali termoelettriche a carbone.
Fare prevenzione dell’ asma e delle malattie allergiche non significa quindi
soltanto individuare precocemente gli individui malati e curarli adeguatamente..
Si afferma sull’ articolo del Secolo “Poi è fondamentale la visita in centri
specializzati, dove si può confermare la diagnosi e sapere a cosa si è
allergici”: in questo modo avremo creato legioni di
persone che conducono una vita normale o quasi solo grazie ad un continuo uso di
farmaci, taluni anche assai costosi e molto remunerativi per le aziende
farmaceutiche che poi finanziano anche i congressi e buona parte della ricerca.
Il primo messaggio che un’ associazione come la
World Allergy Organisation, data la sua rilevanza anche politica, è
quella di cosa si può fare per evitare questa epidemia di asma, non solo come
curarla al meglio presso i propri “centri specializzati”, in un evidente gioco
di enfatizzazione di un problema per ottenere più potere al momento della
spartizione della torta delle risorse destinate dal Piano Sanitario Nazionale.
Fare prevenzione significa in primo luogo
che le società scientifiche facciano pressione sui Governi
affinchè
predispongano tutti gli
accorgimenti per impedire che le persone si ammalino, e quindi, nel caso dell’
asma, e delle altre malattie allegiche, agire sulle cause dell’ inquinamento
atmosferico.
Dottor Paolo Franceschi, Pneumologo,
Referente dell’ Associazione Medici per l’ Ambiente (ISDE) di Savona