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cemento meno turismo |
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PAOLO
ARVATI |
da La Repubblica
NEI mesi estivi, come ormai succede da troppi anni, si è letto di frequenti lamentazioni sugli andamenti negativi del turismo ligure, ogni tanto intervallate da autoconsolazioni sui successi di alcune realtà (Genova e Cinque Terre). Può essere utile per la chiarezza ricorrere ai numeri, quelli consolidati delle statistiche ufficiali, dato che diverse esternazioni sono basate su stime provvisorie, utili tutt´al più, con beneficio d´inventario, ad indicare linee di tendenza di breve periodo. Per prima cosa bisogna dire che le statistiche del turismo soffrono di un limite strutturale: registrano infatti solo gli arrivi e le presenze nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, cioè il numero dei clienti italiani e stranieri e il numero delle notti trascorse. Troppo poco per apprezzare un fenomeno complesso, ricco d´implicazioni qualitative. Si tratta inoltre di statistiche con un´elaborazione farraginosa, tanto è vero che i dati definitivi più recenti pubblicati sulla pagina web dell´ufficio di statistica della Regione riguardano ancora il primo semestre 2008, da gennaio a giugno, periodo condizionato da una stagione primaverile infelice dal punto di vista meteorologico. Infatti le variazioni per l´intera regione sono negative: - 2,0% degli arrivi e - 1,6 delle presenze rispetto al primo semestre 2007. I picchi negativi interessano le province di Savona (-5,9% degli arrivi e - 5,4 delle presenze) e di Imperia (-2,2 sia di arrivi, sia di presenze).
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Va male anche il Tigullio (-3,2 di arrivi e - 1,4
di presenze), mentre La Spezia registra una flessione di arrivi (-2,4)
compensata da una significativa crescita di presenze (+4,6). Solo a
Genova entrambi gli indicatori sono positivi (+4,9 di arrivi e +6,8 di
presenze). |