NO ALLA torre di Fuksas. Definitivo. Non si farà. Lo hanno
deciso gli abitanti di San Pietroburgo e i responsabili
della Gazprom, il colosso energetico russo che nell'antica
capitale sta costruendo il nuovo quartier generale.
E Savona? Savona attende, nei prossimi giorni, la
presentazione della sua torre di Fuksas. A meno che gli
amministratori non si offendano. Perché d'accordo che San
Pietroburgo è San Pietroburgo, e la Russia ha un peso
specifico diverso rispetto alla Liguria: ma si fa così? Ti
chiamano, ti chiedono un'idea, si aspettano il progetto
dettagliato e tu vai a venderti l'idea altrove?
Ieri non è stato possibile contattare l'architetto di
origine lituana Massimiliano Fuksas. Negli uffici romani non
c'era nessuno. Sabato. E tuttavia la notizia, a dir la
verità vecchia di mesi, ha cominciato a circolare.
San Pietroburgo ha preferito, per il suo cuore industriale,
il progetto del gruppo britannico RMJM: architetti Scott
Findley, Tony Kettle, Roberto Meikle, David Pringle, Paul
Stallan e Hazel Wong. Una specie di missile che si specchia
sulla Neva, cinque facciate di vetro scintillante, trecento
metri di altezza.
E Fuksas? Ci ha provato. Aggiungendo alla stessa torre della
Margonara un altro grattacielo, più sottile e slanciato. Non
è piaciuto.
Sapeva di questo tentativo di piazzare la torre il
presidente dell'autorità portuale, Rino Canavese? «Lo
sapevo. Ma il progetto è diverso». A noi sembra di no, basta
guardare le fotografie sul giornale dell'Eni, Eni's Way, del
marzo scorso; oppure cliccare Edilportale, o consultare le
più aggiornate riviste di architettura.
«Comunque - insiste Canavese - l'idea originaria resta
quella della Margonara. Centoventi metri di altezza, un
rivestimento che non dovrà assolutamente essere pesante,
niente residenziale ma solo alloggi per gli equipaggi
organizzati all'interno dell'albergo. Parlo di equipaggi
perché sotto la torre ci sarà il porticciolo. Io credo che
alla fine il progetto intero piacerà».
Fuksas aveva promesso di presentarlo entro settembre. Il
ritardo è minimo, pare che i disegni definitivi siano a
posto. «Vi sembra pesante la nuova stazione marittima di
Savona? Non la è. E nessuno ricorda che avremmo potuto
partire senza dire niente con il vecchio progetto, che
prevedeva a Margonara un borgo ligure. Se abbiamo deciso di
cambiare è perché quel posto, e l'intera città, hanno
bisogno di un marchio visibile. Un landmark».
Non è importante, riflette Canavese, che i crocieristi
vadano a passeggiare sotto la torre. Ma che Savona sia
ricordata come un buon punto di partenza per una vacanza, e
contribuisca dunque al boom delle crociere.
Quando anche il silos sarà ridipinto, sostengono i fautori
della torre, Savona sarà più accattivante. E in effetti il
dibattito non è tanto architettonico quanto economico: i
detrattori sostengono che si tratti di una speculazione
edilizia, perché alla fine saranno rovesciati tonnellate di
metri cubi di cemento per garantire - a pochi - un soggiorno
in riviera.
«Non so cosa dire - spiega l'assessore regionale
all'urbanistica Carlo Ruggeri - perché fino ad ora ho visto
solo l'idea, diciamo la suggestione. No, non sapevo che
Fuksas se la fosse andata a vendere da un'altra parte: ma
davvero? Aspettiamo e poi giudicheremo».
Già si immagina, nella futura Margonara, il catello
commemorativo posto propio sulla passeggiata, davanti alle
grandi navi ormeggiate e sotto gli occhi dei turisti e dei
savonesi in relax: «Torre progettata dall'architetto
italiano Massimiliano Fuksas. Progetto riveduto e corretto
dopo essere stato scartato dalla Gazprom di San
Pietroburgo».
In fondo, il termine di paragone è un onore.
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L'architetto: «l'idea è nata proprio in russia» |
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L'intervista |
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ECCO una sintesi dell'intervista
concessa dall'architetto Fuksas alla
rivista Eni's Way, numero di marzo 2007.
Architetto, come è nata l'ispirazione
per Gazprom city?
«La prima idea è nata proprio da San
Pietroburgo, una delle città più belle
del mondo. Città giovane, ha solo 300
anni, completamente inventata da Pietro
il Grande che sognava un luogo dove
essere protetto dalle congiure di
palazzo... L'idea per Gazprom city è
stata quella di creare strutture in
dialogo costante con il paesaggio, con
le immagini riflesse sul fiume Neva che
innerva tutta la città...
I piani della torre sono stati concepiti
in modo da evitare ogni ingombro e
rendere possibile un alto livello di
flessibilità nella organizzazione degli
spazi di lavoro. Le scale, le stanze di
servizio e le aree tecniche sono invece
concentrate nel cuore strutturale
dell'edificio».
Domanda: l'aspetto del progetto che più
colpisce è la grandezza...
Risposta: «Partiamo dal presupposto che
i russi sentono il proprio paese come un
continente. La Russia è sempre stata
grande, l'idea della Grande Madre Russia
non ha mai avuto epoche di decandenza.
Credo che da parte di Putin ci sia
proprio il desiderio di trasformare la
storia di San Pietroburgo...».
Non con la torre di Fuksas. Ma c'è
sempre Savona. La Grande Madre Liguria
aspetta fiduciosa.
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