La torre di Fuksas è già stata scartata da San Pietroburgo IL SECOLOXIX
il progetto presentato alla gazprom
Canavese: «Lo sapevo, ma ci sono molte differenze»Ruggeri: «Sono sorpreso, adesso vedremo i disegni»
NO ALLA torre di Fuksas. Definitivo. Non si farà. Lo hanno deciso gli abitanti di San Pietroburgo e i responsabili della Gazprom, il colosso energetico russo che nell'antica capitale sta costruendo il nuovo quartier generale.
E Savona? Savona attende, nei prossimi giorni, la presentazione della sua torre di Fuksas. A meno che gli amministratori non si offendano. Perché d'accordo che San Pietroburgo è San Pietroburgo, e la Russia ha un peso specifico diverso rispetto alla Liguria: ma si fa così? Ti chiamano, ti chiedono un'idea, si aspettano il progetto dettagliato e tu vai a venderti l'idea altrove?
Ieri non è stato possibile contattare l'architetto di origine lituana Massimiliano Fuksas. Negli uffici romani non c'era nessuno. Sabato. E tuttavia la notizia, a dir la verità vecchia di mesi, ha cominciato a circolare.
San Pietroburgo ha preferito, per il suo cuore industriale, il progetto del gruppo britannico RMJM: architetti Scott Findley, Tony Kettle, Roberto Meikle, David Pringle, Paul Stallan e Hazel Wong. Una specie di missile che si specchia sulla Neva, cinque facciate di vetro scintillante, trecento metri di altezza.
E Fuksas? Ci ha provato. Aggiungendo alla stessa torre della Margonara un altro grattacielo, più sottile e slanciato. Non è piaciuto.
Sapeva di questo tentativo di piazzare la torre il presidente dell'autorità portuale, Rino Canavese? «Lo sapevo. Ma il progetto è diverso». A noi sembra di no, basta guardare le fotografie sul giornale dell'Eni, Eni's Way, del marzo scorso; oppure cliccare Edilportale, o consultare le più aggiornate riviste di architettura.
«Comunque - insiste Canavese - l'idea originaria resta quella della Margonara. Centoventi metri di altezza, un rivestimento che non dovrà assolutamente essere pesante, niente residenziale ma solo alloggi per gli equipaggi organizzati all'interno dell'albergo. Parlo di equipaggi perché sotto la torre ci sarà il porticciolo. Io credo che alla fine il progetto intero piacerà».
Fuksas aveva promesso di presentarlo entro settembre. Il ritardo è minimo, pare che i disegni definitivi siano a posto. «Vi sembra pesante la nuova stazione marittima di Savona? Non la è. E nessuno ricorda che avremmo potuto partire senza dire niente con il vecchio progetto, che prevedeva a Margonara un borgo ligure. Se abbiamo deciso di cambiare è perché quel posto, e l'intera città, hanno bisogno di un marchio visibile. Un landmark».
Non è importante, riflette Canavese, che i crocieristi vadano a passeggiare sotto la torre. Ma che Savona sia ricordata come un buon punto di partenza per una vacanza, e contribuisca dunque al boom delle crociere.
Quando anche il silos sarà ridipinto, sostengono i fautori della torre, Savona sarà più accattivante. E in effetti il dibattito non è tanto architettonico quanto economico: i detrattori sostengono che si tratti di una speculazione edilizia, perché alla fine saranno rovesciati tonnellate di metri cubi di cemento per garantire - a pochi - un soggiorno in riviera.
«Non so cosa dire - spiega l'assessore regionale all'urbanistica Carlo Ruggeri - perché fino ad ora ho visto solo l'idea, diciamo la suggestione. No, non sapevo che Fuksas se la fosse andata a vendere da un'altra parte: ma davvero? Aspettiamo e poi giudicheremo».
Già si immagina, nella futura Margonara, il catello commemorativo posto propio sulla passeggiata, davanti alle grandi navi ormeggiate e sotto gli occhi dei turisti e dei savonesi in relax: «Torre progettata dall'architetto italiano Massimiliano Fuksas. Progetto riveduto e corretto dopo essere stato scartato dalla Gazprom di San Pietroburgo».
In fondo, il termine di paragone è un onore.
L'architetto: «l'idea è nata proprio in russia»
L'intervista
ECCO una sintesi dell'intervista concessa dall'architetto Fuksas alla rivista Eni's Way, numero di marzo 2007.
Architetto, come è nata l'ispirazione per Gazprom city?
«La prima idea è nata proprio da San Pietroburgo, una delle città più belle del mondo. Città giovane, ha solo 300 anni, completamente inventata da Pietro il Grande che sognava un luogo dove essere protetto dalle congiure di palazzo... L'idea per Gazprom city è stata quella di creare strutture in dialogo costante con il paesaggio, con le immagini riflesse sul fiume Neva che innerva tutta la città...
I piani della torre sono stati concepiti in modo da evitare ogni ingombro e rendere possibile un alto livello di flessibilità nella organizzazione degli spazi di lavoro. Le scale, le stanze di servizio e le aree tecniche sono invece concentrate nel cuore strutturale dell'edificio».
Domanda: l'aspetto del progetto che più colpisce è la grandezza...
Risposta: «Partiamo dal presupposto che i russi sentono il proprio paese come un continente. La Russia è sempre stata grande, l'idea della Grande Madre Russia non ha mai avuto epoche di decandenza. Credo che da parte di Putin ci sia proprio il desiderio di trasformare la storia di San Pietroburgo...».
Non con la torre di Fuksas. Ma c'è sempre Savona. La Grande Madre Liguria aspetta fiduciosa.