POLVERI SOTTILI PM10 2006 LA PROVINCIA TRANQUILLIZZA

IGNORANDO I DATI DELL’ARPAL CHE DIMOSTRANO SUPERI DEI LIMITI DI LEGGE

Ambientalisti savonesi del MODA

E’ sorprendente e preoccupante che oggi la Provincia di Savona...vedi La Stampa del 4/09/07... dopo decenni di controlli della qualità dell’aria inadeguati e non a norma, affermi che a Savona il limite giornaliero di Legge per le polveri sottili Pm10 di 50 ug/mc è stato superato per meno di 35 giorni (limite di legge) nell’anno 2006...leggi... così come si dichiara anche per Vado e Cairo. Siamo quindi esterrefatti perchè evidentemente la Provincia non tiene conto dei valori delle Pm10 che ARPAL ha rilevato con la centralina di via Zunini proprio nel 2006 e che dimostrano superi del limite giornaliero di 50ug/mc per ben 48 giorni superando il limite di 35 giorni con inoltre il superamento della media annuale di 30 ug/mc nel 2006 con il valore di ben 34,43 ug/mc. Il DM 60/02 peraltro dichiara che i limiti devono essere dichiarati superati in una città anche quando tali superi si rilevano in una sola centralina.

I casi sono due: o che i funzionari e tecnici della Provincia non conoscono i dati Arpal e/o la normativa oppure che la Provincia tenti di "attenuare" una situazione di reale inquinamento che ostacolerebbe la combustione del carbone in Provincia di Savona compreso il progettato ampliamento con un nuovo gruppo a carbone da bel 460 Mw nella centrale di Vado. Comica poi appare l’uscita del contributo del salino di mare per le Pm10 quando già nell’anno 2000 l’agenzia nazionale APAT dichiarava che in Provincia di Savona su 1821 tonnellate/anno di PM10 totali ben 627 venivano prodotte dalla centrale di Vado. Perchè invece di formulare tali "ipotesi" la Provincia non affida ad Arpal l’analisi della composizione chimico-fisica delle Pm10 "al fine di definire con maggiore cura l’apporto delle sorgenti più significative presenti sul territorio comunale di Savona e nelle aree limitrofe".(vedi Studio ARPAL 2005 pag.30)? Considerato inoltre la nota pericolosità delle polveri ultrafini Pm 2,5 attendiamo che almeno vengano misurate nel savonese come prescritto anche dal Piano Regionale 2006. Di fronte a tale sconcertante situazione riteniamo che la Provincia continui nella sua politica di inadeguatezza nei controlli ambientali sul territorio savonese che in questi ultimi 40 anni è stato pesantemente danneggiato in termini di inquinamento e malattie ambiente-correlate  da una politica vetero-industriale che ha sempre favorito la combustione del carbone senza che ancora venga attuato almeno il depotenziamento e metanizzazione della centrale di Vado-Quiliano come votato più volte all’unanimità dalla stessa Provincia di Savona e dai Comuni di Vado e di Quiliano.

Ambientalisti savonesi del MODA

Savona, 4 Settembre 2007