MI PIACEREBBE PROPRIO CAPIRE DOVE SI STA ANDANDO A PARARE
di DOMENICO MAGLIO
Sono un po’ preoccupato.
Non so se interessa a qualcuno ma posso garantire che è una sensazione non solitaria e questo invece dovrebbe dare da pensare.
Mi piacerebbe proprio capire dove si sta andando a parare con il PD, piacerebbe a me ma anche a molti altri che un po’ interessati e un po’ distratti seguono con diverso interesse ciò che sta avvenendo nella politica del nostro paese.
La matassa è talmente intricata che a volte si fa fatica a trovare il bandolo iniziale e anche se si riesce a capire da dove inizia dopo poco saltano fuori altri nodi inestricabili.
L’ultima news è esplosa oggi, domenica, e vista l’eclatante notizia presumo che nei prossimi giorni ne vedremo e sentiremo a spron battuto.
Come si sa il partito Democratico che terrà le sue primarie fra pochi giorni è fondamentalmente sponsorizzato da due partiti, uno di sinistra i DS e uno di centro la Margherita, sorvolerei sulle altre partecipazioni assolutamente ininfluenti che verranno piano piano disintegrate strada facendo.
Sarebbe quindi ovvio che entrambi i due principali attori dell’evento facciano, come infatti avviene, la parte del leone, promuovendo il progetto, illustrandolo, insomma facendo conoscere se ancora ce ne fosse bisogno l’obiettivo, le prospettive, i principi fondativi, gli ideali, insomma come si dice offrissero informazione esaustiva.
Per quanto riguarda i DS le fibrillazioni erano previste e credo si stiano affrontando, i DS sono anche se ancora per poco, un grande partito e non ci sarà come è naturale posto per tutti, anche perché una parte di ciò che sarà dovrà essere divisa con l’alleato.
Proprio l’alleato indicato è tra i due il più debole per innumerevoli motivi, iscritti, radicamento territoriale, organizzazione, consenso e via dicendo, questo però non ha evitato di porre tutti sullo stesso piano di partenza, almeno sulla carta perché sappiamo bene tutti quanti che nella realtà non è e non sarà mai così, ci sono già correnti interne al progetto (e questa è un’altra anomalia) e c’è da credere che la più pesante non sarà certo quella degli ex Margherita.
Comunque sia, entrambi i soggetti fondatori dovrebbero essere i primi a palesare un convincimento generale sull’operazione in corso, smorzando le polemiche in crescendo preoccupante.
Invece non è così, a seguire i molti che lo hanno preceduto, anche il segretario regionale della Margherita fa esplodere la clamorosa notizia : si tira fuori dall’operazione Partito Democratico!
Ho letto due volte il giornale perché pensavo di aver interpretato male lo scritto del segretario margheritino, visto che non è proprio l’ultimo arrivato se dirige un partito di governo in una Regione importante come la nostra, svolge un ruolo importantissimo per gli equilibri politici, e non solo a Genova ma su tutto il territorio.
Avevo invece letto bene.
Le sue motivazioni sono piuttosto semplici e non si può certo dire che nasconda con il politichese ciò che veramente pensa e ciò che farà : “…il PD è solo un’operazione spartitoria….una somma di apparati….ognuno cerca solo di garantirsi un futuro…. io mi tiro fuori e continuerò a fare politica nel centro sinistra….” per non citare gli strali che manda a una parte del suo stesso partito e il messaggio chiaro al neo Sindaco di Genova su una rivisitazione degli incarichi nell’Amministrazione del capoluogo ligure.
Una vera bomba nel mare già agitato del PD, e a questo punto la confusione è totale.
Ma ci sono altre situazioni che destano per così dire “una qualche curiosità” e a volte fanno anche sorridere, per esempio la cantilena sulla quota da far pagare a chi andrà a votare alle primarie, prima 5 euro a testa, poi ridotti a 2 per i più “piccoli”, poi qualcuno ha detto contributi a discrezione dell’elettore, poi ancora 1 euro per tutti visto l’andazzo decrescente della gente interessata al voto, in modo da dare la possibilità a tutti di poter votare e poter spendere pubblicamente “la grande affluenza”.
Da notare che questo abbassamento a 1 euro della quota-voto è stata osteggiata con durezza sia dal tesoriere dei DS che dal suo omonimo margheritino, che volevano assolutamente 10 euro come minimo, perché da buoni ragionieri “…il PD deve partire già con le tasche piene…” parole riportate testualmente.
Ma se si voleva una vasta partecipazione tanto per dare una voce consistente alle statistiche bisognava fare l’operazione inversa, dare 5 euro ad ogni elettore che veniva a votare!
Che importanza avrebbero avuto le risatine che già si leggono sulla stampa estera.
Altro che grande partecipazione, ci sarebbe stato esercito davanti ai seggi del PD, senza stare a sottilizzare che fossero tutti convinti, non avrebbe avuto importanza, ma l’operazione si poteva almeno catalogare come grande evento popolare.
“Tutto si può fare, basta pagare” diceva un vecchio dirigente, la gente sarebbe intervenuta a frotte, per 5 euro caduti dal cielo molti avrebbero ben sacrificato qualche ora del loro tempo, se poi la famiglia fosse di 4 persone ancora meglio, 20 euro e via, la pizza da mangiare a casa gratis!
Alè!! Una pizza per un voto! Sarebbero intervenuti in molti, pensionati, precari, co.co.co, staff leasing, immigrati, la Caritas al completo, clochard, disoccupati, Piazza del Popolo si sarebbe svuotata!
Mi ricorda un napoletano che anni fa dava prima delle elezioni partenopee la scarpa sinistra con la promessa della destra a risultato acquisito, in fondo era anche questo una sorta di quella meritocrazia da premiare, un precursore.
Ma è successo anche alle ultime elezioni del 2006 come ha ben documentato Rai Tre tempo fa, solo che questa volta è andata male perché in cambio di voti veniva dato un pacco di pasta soltanto, mentre nella trattativa preliminare si era stabilito 5 Kg di pasta e 10 scatole di pelati a famiglia, così non è stato e in quel paese l’affluenza è stata scarsissima.
Roba da matti! Dove siamo arrivati.
Ma cercando di tornare seri qualcuno è in grado di spiegare veramente cosa sta succedendo?
Ma davvero come dice D’Alema “ il 15 ottobre saranno tutti insieme”?
Qualcuno è veramente convinto che il 15 ottobre le baionette saranno disinnestate?
Ma se non sono insieme neppure prima come possono essere insieme dopo?
Ma come può un generale pretendere di convincere i suoi soldati ad applicare una tattica se lui stesso dice che non va bene e non andrà all’assalto?
Non credo si possa dare segno di sicurezza ai cittadini se alla base ci sono già tali contrasti, perché le persone seguono le vicende e si informano, leggono e capiscono, non si conformano più alle linee generali proprio perché la politica che dovrebbe essere la rappresentante della democrazia sta segnando pericolosamente il passo e tutto questo non aiuta.
Prima del 14 ottobre c’è ancora tempo, ne vedremo e ne sentiremo delle belle, so bene che la macchina oramai è partita ed è difficile da fermare, ma forse non sarebbe meglio ripensarci ancora un attimo, rimandando tutto quanto?
Non significherebbe affatto ammettere uno sbaglio sul progetto PD, al contrario credo significherebbe un ritrovato senso di responsabilità verso il paese, vorrebbe forse dire anche un allargamento del campo.
Certamente nessuno nega che qualche perplessità strisciante esisteva prima sui modi ostinatamente imposti, ma più si va avanti e più saltano fuori scontri tra i singoli e tra i gruppi, lotte all’ultimo sangue per uscire dall’ombra e mettersi al sole, come dice Monteleone.
Sinceramente sono abbastanza colpito da tutti questi affrancamenti al PD che deve ancora nascere, specialmente quando provengono da autorevoli personaggi come Monteleone appunto, e che dire dei Repubblicani Europei che prima dicono si, poi invece si ritirano, poi invece fanno dietro front e aderiscono visto che “..è stata trovato un accordo con Veltroni…”, (Luciana Sbarbati) significa che hanno negoziato dei posti che gli sono stati promessi con tanti saluti alla demagogia degli ideali, di Mazzini, il senso unitario repubblicano, tutte storie barattate con qualche incarico che vista l’esigua percentuale della trattativa si ridurrà a una segreteria di qualche sperduta casa di riposo.
Resto ferito da questi atteggiamenti perché sono un po’ estranei al mio modo di concepire la vita politica che dovrebbe essere a disposizione della collettività e avulsa dal personalismo, ne resto colpito ma ahimé non ne sono sorpreso, almeno non più di tanto, basta andare a vedere cosa scrivevo negli articoli dei mesi scorsi sulla questione, pezzi che con grande sopportazione anche la redazione locale di Trucioli Savonesi mi pubblica costantemente.
Ma pur essendo, come si sa, contrario al modo in cui il PD sta partendo, resto amareggiato da come si sviluppano le cose perché ci sono molte persone di qualità che si danno da fare, cito Lunardon perché è da tutti conosciuto ma ce ne sono molte altre che fanno politica, che si spendono anche in altri partiti che sono stati lasciati fuori dalla porta in modi inspiegabili, persone che speravano in uno sviluppo futuro di un centro sinistra forte, coeso, in grado di presentarsi come soggetto stabile di governo.
Ma ciò che mi stupisce di più è che tutti questi affrancamenti, questi abbandoni non spostino di un millimetro il percorso, non diano adito a qualche pensiero un po più profondo.
Ma come?
Al Senato abbiamo numeri in bilico (e c’è da sperare che ciò non avvenga anche alla Camera…) numeri risicati sui quali aleggia l’età avanzata dei senatori a vita, se ne va W.Bordon e nessuno si preoccupa, in Liguria il Segretario Regionale della Margherita si affranca dal PD, lancia messaggi sibillini al Sindaco Marta Vincenzi e accuse molto gravi anche contro i suoi stessi compagni di partito e non si muove una foglia se non qualche mugugno di circostanza.
Bisognerebbe capire che non è solo una persona che dice di no, ma anche tutto il gruppo che a questa persona sta dietro e a cascata tutti coloro che a questo gruppo chiedono indicazioni, non perdi uno o due voti ma centinaia, nel caso ligure più di duemila.
E’ questa una prassi comunque assodata, molti se ne sono andati dai DS negli ultimi anni ma nessuno ha mai detto a queste persone il perché, solo un semplice “….. mi dispiace, spero che ci ripensi….”, e difatti il non ascoltare tutte le voci pretendendo che il gruppetto d’elitè sia seguito tacendo ha portato i DS ai minimi storici di consenso e a grandi debaclè elettorali in comuni importanti.
E questo non è un pensiero personale è un fatto provato dai numeri.
Noi italiani siamo un grande popolo, una grande nazione costruita con grandi sacrifici fisici e morali, con sudore e anche sangue, ed io sono orgoglioso di essere italiano senza bisogno di aspettare che passino nel cielo le Frecce Tricolori (vedi Arch. Melgrati Sindaco di Alassio), ma proprio perché siamo un grande popolo democratico abbiamo in noi, nel DNA, una particolarità : preferiamo il certo all’incerto anche se il certo spesso non ci piace e vorremmo cambiarlo.
Questo non significa essere conservatori ma ponderare bene l’incerto senza essere messi davanti a svolte vendute come obbligate, ponderazione vuol dire costruire sull’incertezza alla quale si guarda con sospetto le basi solide affinché diventi certezza.
Solo allora l’incertezza osteggiata diventerà certezza e sarà abbracciata da tutti, non siamo portati ad essere accecati da un entusiasmo iniziale che potrebbe trasformarsi in delusione cocente, specialmente se l’entusiasmo scricchiola sotto i colpi di coloro che invece il certo dovrebbero promulgarlo.
Le perplessità personali, poi ritrovatesi in buona compagnia, espresse in tempi non sospetti anche negli articoli precedentemente citati purtroppo sia sanno avverando, ma il sentimento predominante non è certo la soddisfazione ma al contrario è lo sconforto di vedere che quello che poteva essere un buon inizio per il futuro ha innestato invece meccanismi che stanno sfuggendo di mano ai manovratori.
Il rischio deragliamento non è solo per il PD, ma per tutti quanti se qualcuno ha la capacità di guardare anche oltre il proprio giardinetto che con tanta cura difende.
Ma come è mia consuetudine ribadisco qui che bisogna avere sempre una soluzione di riserva, ma questa soluzione bisogna costruirla insieme, il PD qualunque sarà il suo parto e le forze riformiste in campo, in special modo le forze del Socialismo Europeo che sicuramente sarà allegerito dai molti che dovranno abbandonarlo.
La soluzione di riserva non è la “Cosa Rossa”.
L’ho detto da subito e credo che questo possa essere onestamente riconosciuto a chi scrive, resta il rammarico che quelle enunciazioni restavano solitarie, erano una sorta di uno contro tutti, affrontate però senza timori e non hanno mai trovato appoggio se non velleitario di altri che invece ora abbracciano quella strada prima osteggiata.
La soluzione di riserva non solo per il paese o per i governi locali che si andranno definendo tra poco tempo, il bastone di appoggio per il centro sinistra sarà una stampella Socialista Riformista se nasceranno i presupposti locali e nazionali.
Io sono convinto che sia possibile.
Esistono tutte le condizioni oggettive e basta fare un bagno di umiltà, perché nessuno è il fulcro di tutto, neppure il PD.
Questa soluzione credo debba essere valutata attentamente, perché l’unica, alle condizioni che attualmente si prospettano, in grado di salvare sia le Amministrazioni locali e in prospettiva il governo del paese, che chiede stabilità, non partiti allegri o pantheon da riempire di vecchie icone.
Dice bene Monteleone quando prospetta una sconfitta se avvenissero elezioni anticipate, vediamo di evitarci almeno questo mal di pancia e iniziare a far funzionare tutti i neuroni.
Tutto si può fare, ma questa volta senza pagare. Nemmeno il solito euro.
Vorrà dire che ognuno si pagherà la sua pizza.
Mi auguro che il Partito Democratico sciolga i suoi nodi interni e nello stesso tempo prenda forza quella Costituente Socialista auspicata.
Insieme sarà più facile costruire qualcosa di stabile ma dipenderà dai capitani, come diceva A.Gramsci “…è più difficile formare i capitani che l’esercito….”
Io credo che questi capitani esistano già da tempo ma siano stati soffocati dall’ambizione di pochi, però basta lasciargli lo spazio per esprimersi, soprattutto nella sinistra italiana, perché è questo che ci interessa principalmente.
La destra come dice Romano Prodi “…ma faccia un po quello che vuole…!!”
Domenico Maglio
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