Cresce il fronte del no. " Con questi lavori il borgo ligure sarà trasformato in un parcheggio per yacht"

 dal CORRIERE DELLA SERA

Da Renzo Piano alla Archinto " Salviamo Santa margherita"

SANTA MARGHERITA — Una lettera di poche righe che si chiude con una firma vergata con l'inconfondibile pennarello verde smeraldo: Renzo Piano. L'architetto genovese ha scritto al presidente della Regione Liguria, il diessino Claudio Burlando, per chiedergli di riesaminare il progetto del porto di Santa Margherita. Un progetto che, scrive Piano, «è un autentico stravolgimento anche se motivato dalla sicurezza. Sono certo che esista una soluzione che risolva la sicurezza e non tradisca l'anima del luogo, trasformandolo in un'ennesima marina senz'anima. Credo che sarebbe opportuno da parte tua un attento esame della questione. Ci sentiamo presto». L'architetto ha scritto anche al direttore dell'urbanistica ligure, Franco Lorenzani, parlando di un intervento «profondamente inopportuno» e al sindaco di Santa Margherita, Claudio Marsano, ricordando di essere un frequentatore del porto di «Santa» da cinquant'anni (con barca). A tutti chiede uno stop dopo che il 27 luglio la giunta regionale ha dato il suo ok al progetto già approvato dal Comune del Tigullio. Il disegno del nuovo porticciolo dice Piano nelle sue lettere, è «una fotocopia» di mille altri posti identici e trasforma «un naturale piano d'acqua in un parcheggio per barche». Alla sua voce si sono unite quelle di Rosellina Archinto, Renato Mannheimer, Gad Lerner e Umberta Barletti, Luigi Brioschi, che hanno sottoscritto un altro, lungo, appello. Più riservata della vetrina sempre illuminata di Portofino, Santa Margherita è meta di tenaci e schivi frequentatori, non è raro vedere ancorati nella sua marina gli yacht della famiglia dell'oncologo Veronesi, dei Lavazza o dei Citterio, fra gli ultimi arrivi la barca del designer Giugiaro che ha da poco comprato casa a Portofino.

Il presidente Burlando ha letto la missiva di Piano venerdì. «Su questo progetto — dice — abbiamo sempre avuto grande attenzione. È necessario per mettere in sicurezza l'approdo e l'intervento iniziale è già stato modificato e ridotto, la diga di sottoflutto è stata abbassata di venti centimetri. I nostri uffici tecnici dicono che quello approvato è l'intervento minimo possibile. Comunque, posso assicurare che torneremo a occuparci della questione, anzi mi sono già mosso». Ma le barche, è sottinteso, in caso di mareggiata non possono finire sul lungomare come è successo sette anni fa. Un caso eccezionale, ribattono gli aderenti all'associazione «Tuteliamo Santa Margherita» che conduce la battaglia anti-nuovo porticciolo. " Non è necessaria - dice  Francesco Maria Ortona — una diga di sottoflutto lunga centosettanta metri e profonda un metro e ottanta. È una soluzione vecchia che fa più danni di quanti problemi risolva».

Al di là dei tecnicismi la grande diatriba consiste nella trasformazione del porto come è adesso, uno specchio naturale dove le barche restituiscono il colpo d'occhio di un acquarello marinaro dell'Ottocento, in una ordinata marina con i suoi bravi pennelli paralleli. Un parcheggio per barche, secondo Piano. Che ha una buona parola per il firmatario, l'architetto Carlo Berio: «Lo conosco e so che è disponibile». Berio conferma ma, a questo punto, la palla è passata agli amministratori. Il sindaco di Santa margherita ètranchant: «Il progetto c'è e non faccio spendere al Comune una lira di più per farne un altro». Intanto «Tuteliamo Santa Margherita» ha tappezzato la cittadina di manifesti con la foto del porticciolo come sarà.

Ma chi dovrebbe costruire l'opera? E dove sono i soldi (più o meno quindici milioni di euro ) ? Per il momento non ci sono. Il Comune ha già costituito una società, la Santa Margherita srl, che in prospettiva dovrà gestire il porticciolo e anche la splendida Villa Durazzo. Alla società sarebbe interessato Davide Viziano, costruttore genovese cui si deve la realizzazione di quasi tutti i parcheggi di Genova. Tutto alla luce del sole, ma rimangono i dubbi sollevati da un architetto del calibro di Piano sull'opportunità della colata di cemento in un angolo i mare unico.

Erika Dellacasa