«Comune paralizzato: dimettetevi»
la polemica
Il sindaco di Cairo attacca presidenti e consiglieri degli enti di secondo grado: «Espressione della maggioranza precedente»
 

 

DIMISSIONI? Manco a parlarne. Le poltrone, e relative indennità, sono tenute strette da presidenti e consiglieri, che non mollano di fronte all'avvicendarsi delle maggioranze comunali. Venuta meno la fiducia con le recenti elezioni amministrative, è stato aperto un caso politico dal comune di Cairo, da cui dipendono le principali nomine negli enti di secondo grado. «Nessuno si dimette, l'attività degli enti che dipendono dal Comune è paralizzata. Nessuno di coloro che erano stati indicati dalla vecchia giunta ha mollato la poltrona di sua volontà». È lo sfogo del sindaco Fulvio Briano (Ds), ai ferri corti con enti e consorzi che in Valbormida rispecchiano il "colore" della precedente amministrazione Chebello, indipendente vicino al centrodestra.
Cairo Reindustria, consorzio che si è occupato della bonifica e ora della reindustrializzazione delle aree ex Agrimont, il Cira, consorzio che si occupa della gestione del depuratore di Dego, la Comunità montana Alta Valbormida, il Bim (Bacino imbrifero montano), la Fondazione Luigi Baccino che amministra la casa di riposo: sono i principali enti di secondo grado, con incarichi remunerati dai mille e rotti euro netti dei vari presidenti ai gettoni di presenza di alcune centinaia di euro (sempre netti) al mese,per i consiglieri dei vari cda. Mandato quinquennale, in scadenza 2009 se non si fosse andati alle urne per le elezioni anticipate.
E ora il sindaco Briano dà l'ultimatum, a partire dalla Comunità montana: «Se entro fine anno non cambiano gli assetti me ne vado. Ritiro quote, contributi e nomine». Il casus belli è rappresentato dalla presenza in giunta della "Alta Valbormida" di Arnaldo Bagnasco, assessore all'Industria, espressione della minoranza consiliare di Cairo. Ruolo avuto in dote quando il suo gruppo (centrodestra) era maggioranza. Dopo le elezioni è stato rinominato dalla minoranza e ha mantenuto lo stesso incarico. In giunta le indennità vanno da 500 ad oltre mille euro. Tutto è fermo in attesa dell'approvazione del bilancio.
In agenda anche il depuratore (Cira) che ha sede a Dego. Anche qui niente da fare. Lorenzo Moretti (Margherita), cairese, non si è dimesso, ribadendo di essere stato indicato a suo tempo anche con l'appoggio di altri comuni, non solo Cairo (nel suo caso anche Altare). «Moretti mi ha chiesto solo le chiavi del Comune per il ritiro della posta - rivela il sindaco - Solo un membro del cda mi ha riconsegnato il mandato». Il riferimento, dopo che il consigliere Cremonini si è dimesso, è anche a Bui e Olivieri. Di circa 280 euro netti è il gettone mensile.
L'ultimo caso aperto è Cairo Reindustria. A presiedere il cda convocato per giovedì sarà Mauro Vallerga. Dimissionario su richiesta del sindaco. All'ordine del giorno il bando per la vendita della palazzina "Fagiolo", ma anche l'assemblea dei soci (Comune, Filse e Syndial ex Eni), richiesta sempre da Briano, per far decadere i vecchi consiglieri Oscar Dogliotti, Roberto Speranza e Giacomo Dalla Vedova.
«Non hanno la mia fiducia, sono espressione della vecchia giunta. Nonostante i solleciti non hanno mollato l'incarico. Non possono essere loro a gestire un'importante operazione».
Alberto Parodi